NEWS ANSA

Sito aggiornato alle 13:01 del 19 febbraio 2026

HomeCronaca Napoli, no a un nuovo trapianto di cuore per il bimbo

Il no degli esperti
al nuovo trapianto di cuore
per il bimbo di Napoli

La madre: “La speranza non muore"

Altre persone presto indagate

di Leonardo Macciocca19 Febbraio 2026
19 Febbraio 2026

All'ospedale Monaldi di Napoli, la madre del bimbo ricoverato in gravissime condizioni dopo il trapianto di un cuore danneggiato | Foto Ansa

NAPOLI –  Si spegne la speranza di un cuore nuovo per il bambino di due anni ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli. Il piccolo è attualmente in gravi condizioni dopo il trapianto di un organo danneggiato a causa di una serie di errori durante il trasporto. Un comitato di esperti si è espresso negativamente in merito alla possibilità di un nuovo intervento. “Fin quando mio figlio respirerà la speranza non muore”, ha detto la mamma del piccolo, intervistata dal Messaggero. Intanto, gli ispettori inviati dal ministro della Salute Orazio Schillaci rimarranno per almeno due o tre settimane al Monaldi per fare luce sulla vicenda.

Le conclusioni del team medico

I luminari della cardiochirurgia italiana sono giunti alla conclusione che “le condizioni del bambino non sono compatibili con un nuovo trapianto”. La direzione strategica ha così “provveduto ad informare il Centro nazionale Trapianti esprimendo la più sincera vicinanza alla famiglia, prontamente informata, in questo momento così difficile”. “Il rischio estremamente probabile, procedendo con l’intervento, sarebbe stato quello di una emorragia cerebrale massiva di fronte alla quale qualunque sforzo si sarebbe vanificato”, ha spiegato Carlo Pace Napoleone, dell’ospedale Regina Margherita di Torino. “A fronte di tutto questo, abbiamo ritenuto che non ci siano le condizioni per poter andare avanti e fare un nuovo trapianto al bambino. Non avrebbe superato l’intervento, e noi avremmo destinato male un organo che rappresenta una risorse preziosa”, ha continuato il medico.

Audit del Monaldi: “Quando il cuore è arrivato era un blocco di ghiaccio”

L’indagine della Procura di Napoli esamina più punti. Il box scelto dall’equipe di specialisti partenopei che ha espiantato l’organo a Bolzano è un contenitore, tecnologicamente superato, preferito a quello più tecnologico – pure disponibile – capace di monitorare costantemente la temperatura. Secondo quanto si è appreso sarebbe stato scelto quello vecchio, fuori dalle linee guida, in quanto il personale non era adeguatamente formato al suo uso. Inoltre sarebbe stato utilizzato ghiaccio secco, che arriva fino a -80 gradi, rendendo il muscolo inservibile.

A confermare la gravità dell’errore è anche l’audit interno dell’ospedale Monaldi, che descrive l’organo come “completamente inglobato in un blocco di ghiaccio”, tanto da renderne impossibile l’estrazione dal contenitore termico. Nonostante il sospetto di un grave danno da congelamento, l’intervento fu comunque eseguito perché il cuore malato del bambino era già stato espiantato.

Proprio su questo passaggio emergerebbe un ulteriore elemento critico: un possibile deficit comunicativo procedurale. Secondo quanto ricostruito da Repubblica il primario della Cardiochirurgia, Guido Oppido, poco prima della scoperta dell’organo gelato avrebbe proceduto all’espianto del cuore del piccolo ritenendo di aver ricevuto un via libera che nessuno dei membri dell’equipe avrebbe poi confermato di aver dato.

Atti su bimbo da Bolzano a Napoli, a breve nuovi indagati

Sei persone, tra medici e paramedici, componenti le equipe che a Bolzano ha effettuato l’espianto e che a Napoli ha eseguito il trapianto, sono state inserite nel registro degli indagati. Ma il numero sarebbe destinato a crescere. Secondo quanto si apprende, a Napoli arriveranno gli atti dell’inchiesta aperta a Bolzano dopo la denuncia presentata da Federconsumatori Napoli, in cui si ipotizza la responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario, al momento contro ignoti. Non si esclude che a breve gli inquirenti possano iscrivere nel registro degli indagati anche sanitari altoatesini.

La madre: “La speranza non muore”. A Nola la fiaccolata per Domenico

“Sono distrutta, non riesco ad accettare quello che mi è stato detto oggi”. Così, in un’intervista al Messaggero, Patrizia Mercolino, madre del bimbo. “Quando speri così tanto, quelle parole ti tolgono l’aria. Mi è crollato il mondo addosso. Ho ascoltato tutto in silenzio. Ho capito che, nelle condizioni in cui è, non reggerebbe un’operazione. Domenico non è in salute per affrontarla. E io mi sono rassegnata a quest’idea”. Ora, ha aggiunto, “aspettiamo che arrivino i documenti dal Monaldi. Vogliamo vedere se c’è qualcosa a cui ci si può aggrappare, sperare. Continueremo a valutare strade alternative, anche all’estero”. La sera del 19 febbraio a Nola si terrà una fiaccolata per Domenico. Un momento di preghiera e condivisione per sostenere la famiglia in questo momento tra i più difficili. La partenza della fiaccolata è alle ore 18.30, da piazza Duomo.

Ti potrebbe interessare