No di Obama a Kenyatta. Non visita presidenti accusati di genocidio

Barak Obama eviterà di visitare il Kenya durante il viaggio in Africa di questa estate. I motivi della decisione, si affrettano a spiegare dallo staff presidenziale, sono tutti di opportunità politica. Ma l’ambasciatore americano a Nairobi è dovuto subire correre ai ripari emettendo un comunicato: «l’impegno Usa nella partnership americana con il Kenya non è messa in discussione». La decisione presidenziale di evitare la visita in Kenya, secondo fonti occidentali, sarebbe stata presa per evitare di incontrare il presidente kenyota Uhuru Kenyatta, accusato di crimini contro l’umanità dalla Corte internazionale dell’Aia. Il processo contro Kenyatta si aprirà a luglio e il Presidente americano sarà in Senegal, Sudafrica e Tanzania proprio dal 26 giugno al 3 luglio. L’elezione di Kenyatta alla presidenza kenyota ha complicato le cose, ha ammesso una fonte interna alla Casa Bianca. Il Kenya dal canto suo ha preferito fare buon viso a cattivo gioco. Un portavoce del governo di Naiobi ha dichiarato che «gli Stati Uniti, come il Kenya, sono paesi indipendenti e il suo Presidente ha il diritto di recarsi dove vuole». «Il Kenya prosegue nel suo cammino di sviluppo – hanno specificato fonti diplomatiche keniote – e continueremo ad essere parte della lega delle nazioni. Non siamo preoccupati per il fatto che non venga in Kenya. Non c’è problema».
Gli americani rispondono alle contestazioni degli africani per mano dell’ambasciatore Robert Godec che scrive una nota nella quale ricorda che «dalla sua indipendenza nel 1963, il Kenya è stato uno dei partner africani più solidi e di lunga durata dell’America. La nostra partnership si basa su un impegno condiviso per democrazia, sicurezza e opportunità». «Gli Stati Uniti – conclude la nota diplomatica – ribadiscono il loro impegno nella partnership con il governo e il popolo del Kenya». L’Ambasciatore Usa ha voluto precisare, infine, come il Presidente Obama «non possa visitare tutti i Paesi», aggiungendo che «il nostro impegno di vecchia data è confermato con tutti i nostri partner africani, e i popoli africani, mentre puntiamo a rafforzare la nostra partnership con i Paesi nella regione».