Nucleare, gli Usa all'ertaIl Wsj rivela: "Il Pentagonoprogetta due nuovi missili"

Secondo il quotidiano statunitense "per rispondere a Cina e Russia"

La crisi sugli armamenti nucleari non sembra risolversi e gli Stati Uniti d’America continuano a rimanere in stato di allerta. Nonostante i tentativi di raffreddare i toni con la Corea del Nord e i contatti – l’ultimo tra ieri e oggi – con la Cina, il Pentagono, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, sta mettendo a punto un nuovo piano per sviluppare due missili nucleari a basso potenziale.

Sempre il quotidiano americano spiega che la mossa dell’amministrazione Trump è una risposta alla crescente capacità degli arsenali di Russia e Cina. La strategia degli Usa però potrebbe rappresentare una preoccupante frenata ai tentativi di scongiurare la crisi internazionale sul tema del nucleare. La strada verso la non proliferazione delle armi atomiche, infatti, potrebbe avere un cambio di rotta e spingere quindi la stessa Corea del Nord ad espandere il suo arsenale, ma anche l’Iran a riprendere il suo programma nucleare, proprio all’indomani dell’appello di Papa Francesco allo smantellamento delle armi.

La decisione statunitense si inserisce in una tattica più ampia di preparazione all’eventualità di una guerra, scongiurata dagli Usa ma che rimangono sempre pronti ad una soluzione così estrema. Proprio ieri, infatti, il New York Times ha ricostruito le esercitazioni delle truppe Usa e riportato le rivelazioni di una decina di alti funzionari ed ex funzionari dell’esercito, che hanno spiegato come il Pentagono non voglia farsi trovare impreparato di fronte all’eventualità di un’azione militare. Neanche un mese fa, inoltre, a Fort Bragg, in North Carolina, 48 elicotteri da guerra Apache e cargo Chinook hanno effettuato delle esercitazioni simulando lo spostamento di truppe e attrezzature sotto il fuoco dell’artiglieria. Nello stesso periodo nei cieli sopra il Nevada, 119 soldati dell’82esima Divisione aviotrasportata si sono paracadutati da aerei da carico C-17 simulando un’invasione straniera.

Ma i progetti militari statunitensi non si fermano qui. Da febbraio, infatti, con le Olimpiadi invernali in programma in Corea del Sud, nella città di Pyeongchang, il Pentagono sta progettando di inviare altre truppe delle forze speciali nella penisola e secondo alcuni funzionari questo potrebbe rappresentare il primo passo verso la formazione di una task force simile a quelle presenti in Iraq e in Siria.

Salvatore Tropea

Classe 1992, dopo la maturità scientifica si laurea in Scienze della Comunicazione alla Lumsa. Collabora con il mensile locale calabrese L’Eco del Chiaro; con il giornale studentesco e la WebTV della Pontificia Università Lateranense e con il portale online farodiroma.it. Attualmente frequenta il Master in Giornalismo alla Lumsa, dopo aver frequentato il Master in Digital Journalism alla Lateranese e aver svolto due mesi di stage a Radio Vaticana. Con il Master in Giornalismo della Lumsa ha svolto tre mesi di stage presso la redazione de Il Venerdì di Repubblica e attualmente sta svolgendo uno stage di tre mesi presso la redazione italiana di Vatican News