Nuova gaffe di Trumpcita attentato in Sveziain realtà mai avvenuto

Colpa scaricata su Fox News Arriva versione bis del Muslim ban

Donald Trump ci ricasca, e aggiunge una nuova gaffe alla sua già corposa collezione. Parlando in un hangar di Melbourne, in Florida, di fronte a migliaia di sostenitori, il capo della Casa Bianca è tornato su uno dei suoi cavalli di battaglia, i confini sicuri, legando l’immigrazione ai recenti attentati in Europa, tra i quali ne ha citato anche uno che sarebbe avvenuto venerdì sera in Svezia ma che in realtà non è mai stato commesso. Secondo quanto spiegato dal quotidiano inglese The Guardian, Trump avrebbe confuso la parola Sweden con quella di Sehwan, città del Pakistan dove 85 persone sono effettivamente morte in un attentato suicida.

Immediata la replica del presidente, che sul proprio account Twitter ha spiegato: “La mia dichiarazione su quanto avvenuto in Svezia si riferiva ad una storia che era stata trasmessa da Fox News sugli immigrati ed il paese scandinavo”. L’ambasciata svedese a Washington ha chiesto spiegazioni. “Abbiamo posto la domanda al Dipartimento di Stato. Stiamo cercando di avere chiarezza”, ha affermato Catarina Axelsson, portavoce del ministero degli Esteri.

Intanto però, resta d’attualità anche la questione del cosiddetto Muslim ban, l’ordine esecutivo adottato da Trump lo scorso 27 gennaio che vietava l’ingresso per 90 giorni ai cittadini di sette paesi a maggioranza islamica e che è stato bocciato dalla magistratura federale. Stando alle parole del segretario alla sicurezza nazionale, John Kelly, l’amministrazione americana starebbe lavorando ad una versione “migliorata e meno complicata” del bando.

Secondo il Washington Post, la nuova misura riguarderà i paesi del precedente decreto (Siria, Iraq, Iran, Yemen, Libia, Sudan e Somalia), ma senza blocchi per chi è in viaggio negli Usa nel momento in cui entrerà in vigore. Esclusi dallo stop all’ingresso i possessori della carta verde. Si punta ad assumere migliaia di agenti, accelerare le udienze per le deportazioni e chiedere alle autorità locali aiuto per arresti più facili.

Dino Cardarelli

Trentatrè anni, marsicano, laureato in Comunicazione all’Università di Teramo, città in cui muove i primi passi nel giornalismo, collaborando con testate cartacee ed online locali. Pubblicista dal 2009, iscritto nell’Ordine abruzzese, vuole continuare ad inseguire il suo sogno: realizzarsi come cronista sportivo.