MUSCAT – Al via in Oman i colloqui sul nucleare tra Iran e Stati Uniti. Dalle richieste del presidente americano Donald Trump alla possibile revoca delle sanzioni auspicata da Teheran: questi alcuni dei temi sul tavolo delle trattative, che oggi pomeriggio (6 febbraio) proseguiranno con un nuovo round. A rappresentare l’Ira il ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Per gli Stati Uniti è presente invece l’inviato speciale in Medio-Oriente Steve Witkoff.
Araghchi: “Iran pronto a difendersi da ogni avventurismo Usa”
Come riferito dallo stesso Araghchi durante un incontro con il suo omologo omanita Badr al-Busaidi: “L’Iran è pronto a difendersi da qualsiasi richiesta eccessiva o avventurismo da parte di Washington. Siamo pronti a difendere la sovranità e la sicurezza nazionale del Paese da qualsiasi richiesta eccessiva”. Araghchi ha poi rivolto – in un post su X – un appello al “rispetto reciproco” in vista dei colloqui. “L’Iran – ha assicurato il ministro – si impegnerà in buona fede e rimarremo fermi sui nostri diritti”.

Il tweet del ministro degli esteri iraniano Abbas Araghci
Haaretz: “Colloqui limitati al programma nucleare di Teheran”
I negoziati in Oman sono limitati al programma nucleare di Teheran. A riferirlo è il quotidiano israeliano Haaretz. In un primo momento, gli Stati Uniti avrebbero voluto discutere anche del programma di missili balistici a lunghissimo raggio iraniano, potenzialmente cruciali nell’ipotesi di un conflitto. Non solo, Washington avrebbe voluto toccare anche i temi della sicurezza in Medio-Oriente in seguito all’intervento di altri Paesi della regione tra cui Qatar, Arabia Saudita e Oman
Nyt: “Iran valuta ipotesi di una sospensione a programma nucleare”
Riguardo al nucleare, come riportato dal New York Times, Paesi vicini all’Iran hanno proposto al regime di limitare le capacità di arricchimento dell’uranio a livelli vicini al 3%. Una sorta di compromesso rispetto alla richiesta del presidente Usa Donald Trump, che pretende un arricchimento pari a 0.
Tre funzionari iraniani hanno riferito inoltre che Teheran valuterebbe l’ipotesi di una sospensione a lungo termine del suo programma nucleare qualora gli Stati Uniti revocassero le sanzioni di lunga data che hanno contribuito alla caduta dell’economia iraniana.
Pechino: “Sosteniamo l’Iran nella difesa dei propri interessi”
Dal resto del mondo, la Cina ha dichiarato di sostenere l’Iran nella difesa dei propri interessi e ha consigliato di opporsi a “qualsiasi intimidazione unilaterale”. Pechino, si legge in una nota del ministero degli Esteri Cinese, “sostiene l’Iran nella salvaguardia della sua sovranità, sicurezza, dignità nazionale e legittimi diritti e interessi”.
Dalla Russia Dmitry Peskov, portavoce del presidente Vladimir Putin, ha affermato che “il Cremlino accoglie con favore i colloqui in Oman sul nucleare e ne auspica l’efficacia. Speriamo contribuiscano ad allentare le tensioni”.


