Il Papa in Cile e Perùtra "prime volte" e appelliper le popolazioni autoctone

Bergoglio ha parlato di "femminicidio" e si è scagliato contro la pedofilia

Si è concluso questa notte il 22esimo Viaggio Apostolico di Papa Francesco. Il Pontefice, dopo aver celebrato la Santa Messa a Lima, in Perù, davanti a un milione e 300mila fedeli, ha raggiunto l’Aeroporto della capitale ed è partito all’una, ora italiana. La visita di Francesco in Cile e Perù è stata all’insegna della vicinanza ai due popoli, con particolare attenzione alle popolazioni indigene dei rispettivi paesi.

In Cile, infatti, Bergoglio ha incontrato non solo le vittime delle violenze della dittatura di Pinochet, ma anche il popolo dei Mapuche, richiamando il Paese ad ascoltare “la saggezza degli autoctoni, spesso dimenticati, i cui diritti devono ricevere attenzione e la cui cultura va protetta”.

Dopo essere arrivato in Perù, invece, tra gli appuntamenti di Francesco c’è stata anche l’Amazzonia e a Puerto Maldonado – considerata la capitale della biodiversità del paese sudamericano – il Papa ha lanciato un appello per difendere il polmone verde del mondo e i suoi popoli “che non sono mai stati tanto minacciati nei loro territori come lo sono ora”.

È stato un viaggio – come spesso è accaduto – delle “prime volte” per Bergoglio. Non  era solo la prima apparizione di Francesco in Amazzonia, ma anche il primo caso di un Papa che ha celebrato delle nozze durante un volo aereo (tra due assistenti di volo) e, soprattutto, la prima volta che il Pontefice ha nominato la parola “femminicidio”.

A Trujillo, nel nord del Perù, durante una celebrazione mariana a Plaza de Armas, Francesco è ritornato sul tema della violenza sulle donne invitando tutti i fedeli “a lottare contro una piaga che colpisce” anche e soprattutto il continente americano, ovvero “i numerosi casi di femminicidio. E sono molte – ha proseguito il Papa – le situazioni di violenza che sono tenute sotto silenzio”.

A Santiago del Cile, invece, proprio appena iniziato il suo viaggio nel suo primo discorso alle autorità al Palazzo della Moneda, Francesco si è scagliato contro la piaga della pedofilia, esprimendo “dolore e vergogna davanti al danno irreparabile causato a bambini da parte di ministri della Chiesa”. Il tema della pedofilia ha però anche fatto discutere, poiché il Pontefice è intervenuto sul vescovo di Osorno Juan Barros, accusato di aver coperto alcuni casi di abusi da parte di prelati, affermando che attualmente “non c’è una sola evidenza contro di lui”. Un’affermazione che, secondo il cardinale di Boston Sean Patrick O’Malley, capo della commissione per la protezione dei minori, potrebbero essere fraintese e per questo scoraggiare le vittime della pedofilia.

Salvatore Tropea

Classe 1992, dopo la maturità scientifica si laurea in Scienze della Comunicazione alla Lumsa. Collabora con il mensile locale calabrese L’Eco del Chiaro; con il giornale studentesco e la WebTV della Pontificia Università Lateranense e con il portale online farodiroma.it. Attualmente frequenta il Master in Giornalismo alla Lumsa, dopo aver frequentato il Master in Digital Journalism alla Lateranese e aver svolto due mesi di stage a Radio Vaticana. Con il Master in Giornalismo della Lumsa ha svolto tre mesi di stage presso la redazione de Il Venerdì di Repubblica e attualmente sta svolgendo uno stage di tre mesi presso la redazione italiana di Vatican News