PORDENONE – Una “mattanza”. È ciò che filtra dagli ambienti investigativi per descrivere la scena del delitto che ha portato all’omicidio di Mario Ruoso. L’uomo, 87 anni, storico fondatore e patron di TelePordenone, è stato trovato senza vita nel pomeriggio di ieri, mercoledì 4 marzo, nel suo attico di un palazzo a Pordenone, di fronte alla rivendita d’auto di sua proprietà.
La ricostruzione
Secondo quanto appreso, il delitto sarebbe avvenuto tra le sette e le 8 del mattino. Elemento importante perché l’imprenditore era già vestito e pronto a iniziare la giornata lavorativa. Nonostante l’età, l’uomo era solito passare quotidianamente nel salone di auto. L’anziano sarebbe stato colpito, e stordito, con un oggetto contundente, una spranga o simile. Nella caduta avrebbe, poi, sbattuto la testa contro lo spigolo di un mobile. Successivamente, l’assassino avrebbe infierito con numerosi colpi alla testa, fino a provocarne la morte. A trovare il corpo è stato il nipote dell’imprenditore, entrato nell’abitazione dopo ripetuti e vani tentativi di contattarlo telefonicamente. Le ricerche all’interno dell’appartamento, e nelle aree circostanti, non hanno portato al ritrovamento dell’arma del delitto. Al momento non risultano neanche testimoni oculari.
Le indagini
Al momento il sospettato principale dell’omicidio di Ruoso sarebbe uno storico collaboratore. L’uomo, 68 anni, si trova in Questura a Pordenone dalla notte, ma come fa sapere la Procura “fino a quando non sarà formalizzata l’accusa, non saranno comunque diffusi elementi”. Sarebbe di natura economica, inoltre, il movente dell’assassinio. Nelle scorse ore gli investigatori si sono concentrati sull’analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza della zona per individuare eventuali movimenti sospetti, ma insieme alle testimonianze dei vicini di casa, non sarebbero sinora emersi elementi decisivi.


