epa10274828 An Iranian man picks up a copy of Iranian daily newspaper Hammihan with a drawing featuring two Iranian female journalists Niloufar Hamedi and Elaheh Mohammadi with a title 'Ban the journalism' referring to the statement by the Tehran journalists' association against the prisoning journalists over covering protests in Iran, on display in a kiosk in Tehran, Iran, 30 October 2022. Niloufar Hamedi and Elaheh Mohammadi who are journalist for Iranian local daily newspaper were first two journalists who covered and published death of Mahsa Amini, and later were arrested and now are in prison. After Iranian government accused the two female journalists to conspiracy against the country, Tehran journalists' association published a statement as saying that 'journalism is not a crime'. Some Iranian journalists and photojournalists have been arrested and are in prison since the anti-government protests started in the country. EPA/ABEDIN TAHERKENAREH

Iran, i media occidentalinel mirino del regimeArrestati reporter stranieri

I dati di Rsf: 47 fermati nel Paese Nel mondo 533 giornalisti imprigionati

TEHERAN – Anche i giornalisti finiscono nel mirino del regime iraniano. Dopo l’esecuzione pubblica di due manifestanti giustiziati a Mashhad a distanza di pochi giorni, le Guardie Rivoluzionarie del Paese hanno posto in stato di fermo alcuni membri dei media occidentali. I reporter e i cameramen stranieri – come si legge in un comunicato delle autorità – sono accusati di aver ripreso video e immagini di “diverse situazioni” in Iran e di averle inviate alle proprie redazioni.

Secondo le forze militari, i giornalisti avrebbero goduto di sostegno finanziario e logistico da parte dei media occidentali, come si legge nella nota citata dall’Agenzia di stampa della Repubblica islamica. Durante le proteste in corso da tre mesi, sarebbero inoltre state inviate immagini e video ai social media e alle tv dissidenti in lingua persiana all’estero. Al momento non si conosce il numero dei giornalisti coinvolti dai fermi da parte del corpo di polizia iraniano. Le persone arrestate si troverebbero nella città di Pardis, a est di Teheran.  

Intanto l’organizzazione non governativa Reporter senza frontiere ha pubblicato un rapporto con i nuovi dati sul numero di giornalisti imprigionati in tutto il mondo, di cui 47 solo in Iran. Dall’inizio del movimento di protesta scoppiato a settembre la Repubblica islamica ha battuto ogni primato sul numero di professionisti dei media imprigionati. Trentaquattro nuovi giornalisti si sono infatti aggiunti ai 13 che erano già stati rinchiusi in carcere prima dell’inizio delle proteste, oltre a quelli fermati oggi e destinati con ogni probabilità alla detenzione. Stando al report annuale di Rsf, inoltre, sarebbero 533 i professionisti imprigionati a livello mondiale, circa 40 in più rispetto allo scorso anno, quando era già un livello storico. Un record quello toccato nel 2022, anche in relazione al numero di giornalisti uccisi, in aumento nell’ultimo anno a causa della guerra in Ucraina e arrivato a quota 57.

Nella foto in alto un uomo iraniano prende una copia del quotidiano Hammihan con un disegno che ritrae le due giornaliste iraniane Niloufar Hamedi ed Elaheh Mohammadi, foto Ansa

Maria Sole Betti

Classe '96, cresciuta tra l'Adriatico e l'ombra della Madonnina. Da sempre attratta dalle storie degli altri, mi sono laureata in Scienze Politiche all'Università Statale di Milano. Dopo un Erasmus a Barcellona e una magistrale in Istituzioni e tutela dei diritti, l'approdo a Roma per fare del sogno del giornalismo una professione. Curiosità e chiacchere guidano la mia vita, ma, del resto, ho la luna in Ariete.