WASHINGTON – La Casa Bianca è pronta a fare affari con i giganti dell’IA. A svelarlo è stato lo stesso presidente degli Stati Uniti Donald Trump, nel corso di un’intervista a Time. A proposito della possibilità di acquistare, per conto del governo, quote di Open AI e Anthropic, i due colossi mondiali nel settore, il leader Usa ha risposto: “Potrei, forse potrei farlo. Ho molti accordi di questo tipo, lo faccio”. Se all’idea di nazionalizzare i “laboratori di punta nel campo” in questione Trump ha risposto con un “no” categorico, l’atteggiamento è stato ben diverso a proposito di possibili profitti in Borsa. È la natura da affarista di The Donald, quella che gli ha permesso di mettere in tasca oltre due miliardi di dollari dopo il suo ritorno nello Studio Ovale.
L’affare da 60 miliardi di dollari con Intel e il debutto in Borsa di Amodei
Un investimento del genere non sarebbe una novità per la Casa Bianca. Il governo americano, infatti, è già azionista di Intel (“un investimento fruttato già 60 miliardi di dollari”) e dovrebbe fare a breve la stessa mossa con Nvidia. Il tempismo dell’apertura all’ingresso della Casa Bianca in Anthropic e Open AI non è casuale. La società guidata da Dario Amodei, infatti, starebbe preparando uno sbarco a Wall Street, previsto entro metà novembre. L’azienda che sviluppa Claude, uno dei più avanzati assistenti d’intelligenza artificiale, avrebbe in mente la data del 9 novembre, con l’obiettivo di iniziare le contrattazioni prima del Ringraziamento.
L’approccio prudente di Altman e i rischi di sicurezza
Ha deciso di optare per un’opzione più prudente il patron di Open AI, Sam Altman. Il guru di ChatGpt ha confermato che un’offerta pubblica iniziale rimane nei suoi piani, perché sarebbe deleterio aspettare troppo prima di diventare una società quotata. Al tempo stesso, il tema della sicurezza rimane un nervo scoperto da risolvere dopo il caso Hugging Face e altri episodi preoccupanti come il tentativo degli agenti di Open AI di forzare l’accesso al sito dell’Onu.


