ROMA – Dopo l’attacco alle toghe che “impediscono all’esecutivo di governare”, la premier Giorgia Meloni scende in campo sulla separazione delle carriere con un video postato sui social. Tredici minuti “per fare chiarezza e rispondere alle banalizzazioni e alle bufale messe in circolazione”. Indignazione unanime delle opposizioni, per cui le dichiarazioni di Meloni “sono la fiera dell’assurdo e dell’arroganza al potere”.
La premier a Milano per il Sì il 12 marzo
A un passo dall’atto finale della campagna referendaria, la premier Giorgia Meloni denuncia un “clima di forte confusione” intorno alla riforma della giustizia per cui si voterà il 22 e 23 marzo. Un referendum che “riguarda tutti”, e che mira a “rendere la magistratura più meritocratica e responsabile, correggendo storture mai risolte”. L’appello di Meloni ai cittadini italiani proseguirà il prossimo 12 marzo, quando salirà sul palco del Parenti a Milano per mobilitare il fronte del Sì.
“Le toghe hanno perso autorevolezza e efficacia”
“La riforma”, sottolinea Meloni nel video, “vuole rendere la giustizia più responsabile e libera dalla magistratura che ha perso molto della sua autorevolezza e molto della sua efficacia”. L’obiettivo è “una giustizia più moderna e più autonoma e libera dai condizionamenti della politica: contro le degenerazioni di un sistema bloccato e non contro i magistrati”.
“Vogliamo modernizzare l’Italia ma la sinistra si oppone”
Non manca, nell’appello della presidente del Consiglio, la stoccata all’opposizione. Il governo vuole “modernizzare l’Italia, ma la sinistra si oppone”. Secondo la premier, “chi non ha argomenti contro la riforma utilizza toni apocalittici, come l’accusa di uno scivolamento verso un sistema illiberale”. Secondo Meloni, “è utile che gli italiani abbiano questo dato: nella gran parte dei Paesi europei” spiega, “la separazione delle carriere già esiste”.
“In caso di vittoria del no il governo non si dimetterà”
Se l’occasione di modernizzare l’Italia non sarà colta al volo, “il governo non si dimetterà”. Lo assicura la premier che spiega di aver scritto la riforma “nel programma con il quale ci siamo presentati alle elezioni. Ora spetta agli italiani confermarla o meno”. L’obiettivo dell’esecutivo, però, è arrivare alla fine della legislatura, quindi “gli italiani che vogliono mandarci a casa possono farlo tranquillamente fra un anno: oggi si vota sulla giustizia, non sulla politica”.
Meloni a Rete4: “I giudici ci impediscono di governare”
Nell’intervista rilasciata ieri, 8 marzo, a Fuori dal Coro, Meloni ha legato l’impegno per il Sì a un duro affondo contro l’attività della magistratura. “Se noi non prendiamo questa occasione” ha sottolineato nel programma di Bruno Giordano, “non ne avremo altre e temo che le decisioni alle quali assisteremo potrebbero essere ancora più surreali di quelle che abbiamo visto finora”. Dopo essere intervenuta sulla sicurezza e aver citato “le devastazioni dei centri sociali a Roma e a Torino”, dove “non c’è stato nessun seguito giudiziario”, la premier si è concentrata sulla materia immigrazione. “Non devo ricordare le continue interpretazioni forzate delle norme per impedirci di governare il fenomeno dell’immigrazione”, ha affermato.


