Tank israeliani al confine con la Striscia di Gaza / Foto Ansa

Terzo blitz a GazaSirene in Israeleper lancio di razzi

Sale a 229 il numero degli ostaggi Hamas: "Liberi se cessate il fuoco"

Dopo ore di relativa calma, hanno ripreso a suonare le sirene di allarme per i possibili razzi da Gaza contro le comunità israeliane a ridosso della Striscia.

Nuovo blitz a Gaza

L’esercito israeliano è entrato nella notte nel nord di Gaza  per la terza volta in 24 ore e ha attaccato alcune postazioni di Hamas, uccidendo Madhath Mubashar il comandante del Battaglione occidentale Khan Younis e colpendo 250 obiettivi militari di Hamas nella Striscia, tra cui tunnel, quartier generali dell’organizzazione islamista e piattaforme di lancio di missili anticarro.  Lo ha riferito il portavoce militare aggiungendo anche che un drone militare è caduto nell’enclave palestinese per un malfunzionamento.

“Ostaggi liberi solo con il cessate il fuoco”

Salito a 229 il numero di ostaggi trattenuti a Gaza dopo l’incursione di Hamas del 7 ottobre. Lo ha affermato il portavoce militare israeliano Daniel Hagari, che ieri aveva fornito una cifra complessiva di 224. Hagari ha spiegato che le cifre sono state riviste grazie alle informazioni in continuo aggiornamento fornite dall’intelligence e che valutazioni sulla presenza di diversi cittadini stranieri ha richiesto più tempo. Il rappresentante della delegazione di Hamas che ieri si è recato a Mosca, ha affermato al quotidiano Russo Kommersant Abu Hamid che Hamas non potrà rilasciare gli ostaggi finché non verrà concordato un cessate il fuoco. 

Scontri in Cisgiordania

Durante la notte in Cisgiordania l’esercito israeliano ha arrestato 36 palestinesi ricercati e di questi 17 sono membri di Hamas. Lo ha riferito il portavoce militare riferendosi anche agli scontri armati avvenuti nel campo profughi di Jenin durante i quali sono stati uccisi tre militanti palestinesi. Uno di questi – ha aggiunto il portavoce – al Amer era della Jihad islamica. L’esercito ha poi cominciato i preparativi per la demolizione della casa di Saleh Aruri, uno dei capi di Hamas, che si trova vicino Ramallah in Cisgiordania. 

Minaccia aerea dal Mar Rosso 

La ‘minaccia aerea proveniente dal mar Rosso’ – menzionata oggi dal portavoce militare Daniel Hagari in una conferenza stampa – era ”un aereo senza pilota” che è precipitato nella notte a Taba (Egitto) dove ha ferito cinque persone. Lo ha affermato la radio militare secondo cui non è chiaro se sia giunto dallo Yemen o se sia stato lanciato da una nave presente nelle acque del mar Rosso. ”Velivoli dell’aviazione militare israeliana hanno cercato di intercettarlo, ma non ci sono riusciti”, ha precisato. ”In ogni caso – ha aggiunto – è chiaro che c’è un coinvolgimento dell’Iran”.

Attacco Usa in Siria

Anche gli Usa sono intervenuti. Jet militari americani, su ordine di Joe Biden, hanno attaccato in Siria gruppi di militanti sostenuti dall’Iran che avevano colpito truppe Usa nel Paese e in Iraq all’indomani degli attentati del 7 ottobre in Israele.

Agenzia Onu 

Unrwa, l’agenzia dell’Onu per i palestinesi ha confermato la morte di 57 membri del suo staff a Gaza. La stessa agenzia avverte: “Molti palestinesi moriranno per l’assedio di Israele. Non solo a causa delle bombe”.