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HomePolitica “Sbagliato il no” sull’antisemitismo, la protesta dei riformisti dem

Legge contro l'antisemitismo
"Sbagliato il no, è un errore"
Schlein chiede modifiche

Gasparri: "Il testo non cambia"

I riformisti Pd temono l'alert su Kiev

di Vincenzo Cimmino24 Settembre 2026
24 Settembre 2026

Piero Fassino ed Elly Schlein | Foto Ansa

ROMA – Giorni di tensioni all’interno del Partito Democratico. La scelta di votare “no” alla legge contro l’antisemitismo è “un errore”. Lo sostiene la minoranza riformista con le voci del deputato Piero Fassino e del senatore Walter Verini. Ma quello che filtra maggiormente è il timore sul futuro prossimo. Si è acceso un alert: questo riposizionamento non può preluderne altri, magari sull’Ucraina.

“Sono molto amareggiato e rattristato. Un argomento così importante come l’antisemitismo meritava una convergenza delle forze politiche come richiesto da Liliana Segre, e questo specialmente in un Paese che ha conosciuto le leggi razziali del fascismo”. Lo ha affermato Graziano Delrio, ex ministro ed esponente del Pd, in un’intervista al Corriere della Sera.

Pronta la replica polemica di Igor Taruffi, responsabile organizzativo del Pd e “voce” della leader Elly Schlein. “Un partito che per l’appunto si chiama democratico non è una caserma, quindi è evidente che ci sono sensibilità e ci sono sfumature anche differenti. Però quello che conta credo è la linea definitiva, il passaggio finale”.

Sull’antisemitismo un “no” non definitivo

Sulla carta il “no” del Pd alla legge contro l’antisemitismo non è infatti ancora definitivo. Per votare “sì”, la segretaria Schlein ha chiesto alla destra di “cambiare la definizione divisiva” mutuata dall’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (Ihra) che rischierebbe di trasformarsi in una censura verso qualsiasi critica al governo di Israele.

Gasparri: “Nel Pd cedono alle pressioni proPal”

L’appello è caduto nel vuoto. “Non cambieremo – ha dichiarato il senatore di Fi Maurizio Gasparri – Evidentemente nel Pd cedono alle pressioni dei gruppi proPal”. Al Senato, al voto a marzo, l’indicazione del Pd era per l’astensione, ma sei esponenti riformisti hanno votato a favore. Alla Camera, i riformisti non voteranno “no”, ma ancora stanno riflettendo su quale posizione tenere sulla legge.

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