Colonnello austriacospiava per la RussiaScoppia un caso diplomatico

Kurtz:"Danno per relazioni con Mosca" Ma Lavrov: "Non sappiamo nulla"

Oggi è in pensione ma per venti anni è sospettato di aver spiato per la Russia. Lo ha reso noto Sebastian Kurz riferendosi ad un colonnello delle forze armate austriache. Il Cancelliere austriaco lo ha rivelato nel corso di una conferenza stampa in cui è stato riferito l’esito delle indagini condotte dalla procura di Stato. Secondo la ricostruzione, il colonnello avrebbe agito per conto della Russia dagli anni novanta.

“Lo spionaggio è inaccettabile” e se le accuse dovessero essere confermate, questo “non migliorerà i rapporti tra Russia e Unione europea” ha affermato alla stampa il Cancelliere Kurz.

La ministra austriaca degli Esteri, Karin Kneissl, in seguito alla vicenda ha cancellato una visita in Russia in programma per il 2 e 3 dicembre. Secondo l’agenzia Apa, inoltre, le informazioni che hanno consentito di scoprire la spia sono arrivate da servizi segreti stranieri.

Il ministro degli Esteri russo Lavrov, in risposta, ha convocato per oggi Johannes Eigner, l’ambasciatore austriaco a Mosca. A riferirlo è stata la Tass citando il Ministero degli Esteri. “L’ho appena scoperto e francamente sono spiacevolmente sorpreso da queste informazioni”, ha affermato Lavrov commentando il caso del colonnello. “L’Austria avrebbe dovuto rivolgersi direttamente alla Russia spiegando i sospetti e le preoccupazioni sulla presunta spia”.

Inoltre, l’incaricato d’affari russo a Vienna, Igor Nikitin, è stato a sua volta convocato dalla ministra Kneissl. Lo ha fatto sapere un portavoce del Ministero austriaco degli Esteri. “Nel caso si dovessero confermare le accuse, questo rappresenterebbe un serio danno per le relazioni bilaterali tra Austria e Russia”, ha dichiarato la ministra all’Apa.

Lavrov ha voluto precisare anche che Mosca non sa nulla riguardo alla vicenda. Ha poi concluso con una nota polemica: “Negli ultimi tempi i partner occidentali come regola ricorrono non alla diplomazia tradizionale, come detterebbe la buona educazione, ma piuttosto alla diplomazia del megafono e ci accusano, chiedendo scuse pubbliche, per cose di cui non sappiamo nulla”.

Diana Sarti

Nata a Roma nel 1995, si è laureata in scienze politiche alla Luiss. Scrive soprattutto per il web, con particolare attenzione agli esteri. Appassionata di teatro e Giochi olimpici, ha scritto spesso di nuoto e atletica leggera. Viaggiatrice da sempre e poliglotta, parla cinque lingue.