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HomeEsteri Strage alla scuola iraniana, Reuters: “Usa possibili responsabili dell’attacco”

Strage alla scuola iraniana
l’indiscrezione di Reuters
“Forse Usa dietro l'attacco”

Esclusiva sul raid che ha ucciso

più di 150 studentesse a Minab

di Antonio Fera06 Marzo 2026
06 Marzo 2026
Iran scuola

La cerimonia funebre delle vittime di un attacco aereo su una scuola femminile nella città di Minab, nell'Iran meridionale, 3 marzo 2026 | Foto Ansa

WASHINGTON – Una possibile svolta sulla ricerca degli autori della strage alla scuola iraniana del 28 febbraio: “Gli investigatori militari statunitensi ritengono probabile che le forze Usa siano responsabili dell’attacco”. Lo rivela in esclusiva Reuters. Ma l’agenzia di stampa britannica precisa: “Secondo due funzionari americani, le indagini non sarebbero state ancora completate e non ci sarebbe una conclusione definitiva”.

Reuters: “Non chiaro il motivo per cui gli Usa abbiano voluto colpire”

Reuters scrive di “non essere ancora in grado di fornire ulteriori dettagli”. Non è ancora chiaro, infatti, quali munizioni siano state utilizzate, “o perché gli Stati Uniti abbiano voluto colpire la scuola”. Il 4 marzo, il Segretario alla Guerra degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha ammesso che l’esercito americano stava indagando sull’incidente. In ogni caso, l’agenzia di stampa britannica non è riuscita a stabilire “per quanto tempo durerà ancora l’indagine”, né quali prove gli investigatori Usa stiano cercando “prima che la valutazione possa essere completata”.

L’attacco nel sud dell’Iran

Una scuola femminile a Minab, nel sud dell’Iran, è stata colpita nel primo giorno degli attacchi statunitensi e israeliani contro il Paese. Secondo l’ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite a Ginevra, Ali Bahreini, il raid avrebbe provocato la morte di più di 150 studentesse. Il numero delle vittime non è stato però verificato in modo indipendente: la stessa Reuters riferisce di non essere riuscita a confermare il bilancio diffuso da Teheran.

La posizione degli Stati Uniti

Il Pentagono ha rinviato l’appuntamento con la stampa al Comando centrale dell’esercito statunitense. Il portavoce, il capitano Timothy Hawkins, ha dichiarato che non è opportuno rilasciare commenti mentre l’episodio è oggetto di indagine. Anche la Casa Bianca ha evitato di entrare nel merito dell’accaduto. La portavoce Karoline Leavitt, in una dichiarazione a Reuters, ha sottolineato che l’inchiesta è in corso presso il Dipartimento della Guerra, aggiungendo che “chi prende di mira civili e bambini è il regime iraniano, non gli Stati Uniti”. Stessa linea espressa anche dal segretario di Stato Marco Rubio: “Se fosse stato un nostro attacco, il Dipartimento della Guerra aprirebbe un’indagine e inoltrerei la domanda a loro”, ha affermato.

La richiesta di un’indagine internazionale

Il 3 marzo, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani l’apertura di un’indagine sull’attacco, senza attribuire responsabilità. “L’onere di indagare ricade sulle forze che hanno perpetrato l’attacco”, ha dichiarato a Ginevra la portavoce Ravina Shamdasani.

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