La Corte di giustizia Europea | FOTO ANSA

Superlega, l'era postmodernadel calcio è realtàOcchi sull'Arabia Saudita

A22 ipotizza piattaforma streaming solo per tifosi. Uefa: "Progetto d'élite"

LUSSEMBURGO – La sentenza emessa dalla Corte dell’Unione Europea sul monopolio della Uefa scardina le certezze del calcio europeo e apre nuovi scenari. Il “no” preventivo al progetto Superlega ha avuto un risvolto inaspettato, aprendo la gabbia dei club europei a un futuro ancora da scrivere. “Il calcio è libero”, hanno esultato i vertici di A22, la società promotrice del discusso torneo europeo. Il sogno, però, è ancora ben lontano da diventare realtà. 

La Uefa punta il dito contro i numerosi dubbi riguardo i finanziamenti del progetto, preoccupazioni che assillano anche il governo del calcio mondiale. Il presidente di A22 Bernd Reichart ha ribadito di voler “parlare con la Uefa”, sottolineando la necessità di chiarire anche la struttura del torneo. La vera mina vagante del progetto, però, potrebbe essere la liberalizzazione dei diritti tv. “Gratuito” è la parola magica che ha acceso i riflettori sulla promessa di una piattaforma streaming esclusiva per i tifosi, Unify. Analisi, approfondimenti, highlights e partite in diretta. Un massiccio sistema sorretto da una rete di spot pubblicitari. La Uefa rema contro e definisce l’idea ancora più d’elite del vecchio progetto. 

Superlega

Il ceo di A22 Bernd Reichart | FOTO ANSA

In attesa di capire come e quando partirà la nuova Superlega, la presa di posizione delle società del calcio europeo e mondiale rimane ferma: “Non ci opporremo a nuovi tornei, ma giocherete in due – tuona il presidente della Uefa Aleksander Ceferin – il calcio non è in vendita”. Dura anche la minaccia delle federazioni. “Difenderemo sempre i campionati nazionali”, ha fatto sapere il presidente della Figc Gabriele Gravina. Tra i grandi sconfitti della sentenza europea anche i club. Dall’Italia, con il secco “no” di Inter e Roma, alla forte opposizione inglese di Manchester United, City e Chelsea. Esultano invece i “ribelli”. Le società di Real Madrid, Barcellona e Juventus, che ha abbandonato all’ultimo il progetto rivelatosi vincente, hanno spezzato le catene che limitavano la creazione di nuove competizioni, strizzando l’occhio all’Arabia Saudita che potrebbe rilanciare un progetto ben più innovativo di quello europeo.