ROMA – Sarà il ministro degli Esteri Antonio Tajani a rappresentare l’Italia al Board of Peace per Gaza in programma domani a Washington. Lo ha confermato lo stesso vicepremier dopo essere arrivato a Tirana. Il titolare della Farnesina ha sottolineato il ruolo da osservatrice che avrà l’Italia nella nuova organizzazione voluta da Trump. “Saremo presenti nel momento in cui si parla e si prendono le decisioni per la ricostruzione di Gaza sul futuro della Palestina”, ha dichiarato il vicepremier.
Una precisazione che non è bastata alle opposizioni, che ieri, durante l’informativa al Senato, si sono opposti alla linea del governo. “State aggirando la Costituzione”, tuona la segretaria del Pd, Elly Schlein. Il riferimento è all’articolo 11 della Carta, che regolamenta la partecipazione a organi istituzionali. Sulla stessa linea anche il leader di Avs, Nicola Fratoianni, che a Repubblica ha definito il Board of Peace come “un comitato d’affari” da cui l’Italia dovrebbe “restarne fuori”.
Perplessità, alla vigilia della riunione a Washington, arrivano anche dal Vaticano. È il segretario di Stato, Pietro Parolin, a confermare che la Santa Sede “non parteciperà” al nuovo organo voluto da Trump per via di “criticità che andrebbero risolte”.


