NEWS ANSA

Sito aggiornato alle 13:00 del 25 febbraio 2026

HomeEsteri Trump allo stato dell’Unione: Iran e dazi in un discorso da record

Trump allo stato dell'Unione
Sul tavolo dazi, immigrazione
Iran e politiche economiche

Il tycoon: "Ci difenderemo dalle minacce

Inizia la nuova età d’oro per l’America”

di Elisabetta Guglielmi25 Febbraio 2026
25 Febbraio 2026
Trump allo stato dell'Unione

Il presidente statunitense Donald Trump allo stato dell'Unione | Foto Ansa

WASHINGTON – La guerra in Iran, i dazi, le politiche economiche e l’immigrazione sono i temi del discorso – di ben 108 minuti – tenuto da Donald Trump allo stato dell’Unione. Il discorso più teso e più lungo nella storia degli Stati Uniti ha spinto numerosi deputati dell’opposizione ad abbandonare l’aula.

Il lungo discorso allo stato dell’Unione 

In un clima di tensione per la popolarità a picco nei sondaggi soprattutto di fronte alle politiche economiche, Trump ha cercato di riconquistare l’opinione pubblica. Presentandosi allo stato dell’Unione, il presidente è stato ricevuto tra lunghi applausi dei repubblicani e il silenzio dell’ala democratica. “L’inizio di una nuova età dell’oro” e il ritorno di una nazione “più ricca, più forte e migliore” sono i concetti cardine da cui è partito il discorso del tycoon. 

La questione dei dazi

Nel Congresso il leader della Casa Bianca ha presentato agli americani e al mondo una versione degli Stati Uniti in crescita. Una crescita che però non appare realistica agli occhi della maggior parte dei cittadini e della stessa Corte Suprema, che la scorsa settimana ha invalidato i dazi che hanno aumentato il costo della vita per quasi tutti gli statunitensi.

Evitando di ripetere gli attacchi ai giudici dei giorni scorsi, Trump si è limitato a definire la sentenza “sfortunata” e “totalmente sbagliata”. L’agenda protezionista non subirà quindi battute d’arresto, anzi, verranno introdotte nuove tariffe.

La governatrice della Virginia Abigail Spanberger ha contestato la narrazione presidenziale secondo cui i dazi verrebbero pagati esclusivamente dai Paesi stranieri. Secondo la governatrice della Virginia, le politiche commerciali di Trump avrebbero costretto ogni famiglia americana a pagare mediamente oltre 1.700 dollari in più a causa dell’aumento dei prezzi. Ma per il presidente, le barriere doganali restano “uno strumento potente che salva il Paese e protegge la pace”.

L’Iran e il Venezuela

Allo stato dell’Unione, Trump ha affrontato anche il tema dell’Iran. Mettendo in guardia la Repubblica Islamica sulle conseguenze di un mancato accordo, il tycoon si è detto pronto a “risolvere la questione con la diplomazia. Ma una cosa è certa: non permetterò mai all’Iran di avere l’arma nucleare”. Il presidente ha sottolineato come Teheran abbia già sviluppato vettori balistici in grado di colpire non solo l’Europa, ma gli Stati Uniti sono pronti a “difendersi dalle minacce”.

A livello internazionale, il presidente ha parlato del Venezuela, definendolo “il nostro nuovo amico”. Ha parlato con soddisfazione dell’aumento della “produzione petrolifera americana di oltre 600 mila barili al giorno”, grazie al greggio venezuelano.

Il tema dell’immigrazione

Tema centrale è stato quello dell’immigrazione, diminuita drasticamente durante la sua presidenza. Trump si è rallegrato per aver creato “il confine più forte e sicuro nella storia americana”. Trump ha puntato il dito contro coloro che si rifiutano di finanziare il Dipartimento per la Sicurezza Interna (Dhs) senza ottenere prima nuove restrizioni agli agenti federali anti-immigrazione. 

Nella risposta democratica, sempre Spanberger ha lanciato un duro atto d’accusa contro la gestione della sicurezza interna. La governatrice ha contestato le attuali politiche, che non stanno aumentando la sicurezza nazionale ma distogliendo risorse preziose dalla lotta al crimine reale.

Ti potrebbe interessare