Trump, discorso all'Americano all'emergenza sul murocontro l'immigrazione

Ancora lontano l'accordo con i dem Confermata linea su Afghanistan e Siria

Quando in Italia era notte inoltrata il presidente degli Stati Uniti ha pronunciato davanti al Congresso e in diretta nazionale l’abituale discorso sullo stato dell’Unione. Donald Trump ha provato a smorzare le polemiche con i democratici rivolgendo agli avversari un messaggio di unità nazionale. “Dobbiamo rifiutare la politica della vendetta per abbracciare il potenziale sconfinato della collaborazione, insieme possiamo curare le vecchie ferite”.

L’ultimo shutdown, il più lungo della storia americana, è stato superato solo con il posticipo della costruzione del muro con il Messico, ma l’accordo con i democratici scadrà il prossimo 15 febbraio. Durante il discorso Trump non ha parlato di una sua prossima dichiarazione dello stato di emergenza per superare il Congresso e decidere autonomamente. Tuttavia ha ricordato l’importanza di fermare l’immigrazione irregolare. “Proprio mentre parliamo, grandi e organizzate carovane di migranti marciano verso gli Stati Uniti”, ha tuonato il presidente. Poi ha puntualizzato: “È una questione morale. Il nostro confine meridionale senza leggi è una minaccia alla sicurezza”.

Gelo da parte dei democratici, che non hanno mostrato veri segnali d’apertura, con la speaker della Camera Nancy Pelosi che a fine discorso ha applaudito il presidente in maniera evidentemente sarcastica.

Per il resto Trump si è congratulato per il numero senza precedenti di donne elette al Congresso. Ha detto che “l’America non sarà mai uno Stato socialista” dopo aver denunciato la situazione disastrosa in Venezuela, ha confermato il ritiro delle truppe dall’Afghanistan e dalla Siria e ha ribadito che non ci sarà un nuovo trattato sul nucleare con l’Iran.

Quest’ultimo passaggio non è piaciuto al ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif, che su Twitter ha replicato: “L’ostilità degli Usa li ha portati a sostenere dittatori, macellai ed estremisti, che hanno solo portato rovine alla nostra regione”.

Giacomo Andreoli

Nato a Roma il 16/08/1995. Laureato triennale in Filosofia all'Università degli Studi Roma Tre, ha collaborato con il magazine "Wild Italy" ed il quotidiano del litorale romano "Il Corriere della Città". Si è occupato principalmente di cronaca e politica locale (Anzio, Aprilia, Latina, Pomezia, Roma) e nazionale-europea (con focus ed approfondimenti).