Trump twitta «We will win»Avrà riconteggio in Georgiae accusa Fda di sabotaggio

Va avanti la strategia del tycoon che attacca i medici sul vaccino

«We will win», così ha twittato, scegliendo lo stampatello, Donald Trump, nella notte italiana, allegando un video dei suoi fedelissimi sostenitori. Il presidente degli Stati Uniti ancora formalmente in carica non sembra intenzionato a concedere la vittoria al suo successore in pectore, Joe Biden, e nelle ultime ore si è riunito con i suoi più stretti collaboratori per definire le prossime mosse.

The Donald probabilmente proseguirà con la sua strategia fino al 14 dicembre, data in cui i 538 grandi elettori americani nomineranno ufficialmente il nuovo presidente degli Stati Uniti. Cercherà di congelare la vittoria di Biden come ha fatto finora, attraverso contestazioni quotidiane che stanno dando i loro frutti.

Trump, infatti, ha ottenuto la ripetizione del conteggio dei voti arrivati in Georgia, dove lo sfidante era dato in vantaggio di circa 14mila schede. Il segretario dello stato, Brad Raffensberger, ha annunciato che si procederà a un nuovo conteggio a mano dei voti, con il risultato previsto entro il 20 novembre. Lo stesso ha, però, aggiunto che non ci sono indicazioni di frodi elettorali, e dunque l’esito del voto non dovrebbe cambiare.

Il tycoon punta a ripetere la stessa operazione anche in Pennsylvania, Arizona e Wisconsin per far sì che i singoli stati non risolvano le controversie riguardanti riconteggi e cause legali entro la data limite dell’8 dicembre, superata la quale saranno i congressi locali a scegliere l’elenco dei grandi elettori che voteranno il presidente pochi giorni dopo. Nei quattro stati citati, infatti, sono i repubblicani ad avere in mano la legislatura, e i loro 57 voti potrebbero risultare decisivi nel duello fra Trump e Biden.

Secondo il Washington Post, inoltre, The Donald si sarebbe scagliato duramente contro la Food e Drugs Administation per le tempistiche con cui hanno diffuso i risultati dei test di Pfizer sul vaccino per il coronavirus. Il presidente avrebbe parlato di sabotaggio nei suoi confronti da parte del “deep state” dei medici americani e avrebbe anche chiesto al ministro della sanità Alex Azar di chiarire la vicenda.

Valerio Albertini

Nato a Roma il 27 aprile 1998. Laureato in Scienze della Comunicazione, Informazione e Marketing alla Lumsa. Sono appassionato di sport, in particolare calcio. Amo scrivere e raccontare storie.