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HomeSpettacoli Tupac, svolta nell’omicidio: colpevole l’ex membro di una gang

Svolta nell'omicidio di Tupac
colpevole trovato dopo 30 anni
è l'ex membro di una gang

Lo "shot-caller" è Duane Davis, 65 anni

A incastrarlo anche la sua autobiografia

di Vincenzo Cimmino01 Settembre 2026
01 Settembre 2026

Tupac Shakur

NEW YORK – Svolta nell’omicidio del celebre rapper Tupac Shakur a distanza di quasi trent’anni. Una giuria di Las Vegas ha riconosciuto Duane “Keffe D” Davis, ex capo di una gang, come la mente dell’agguato in cui è morto il musicista statunitense il 7 settembre 1996. L’uomo, dopo la lettura della decisione della giuria, ha annunciato di voler fare ricorso. Davis si trova già in carcere dal 2023 con l’accusa di omicidio di primo grado.

La decisione della giuria

La giuria della contea di Clark, in Nevada, ha impiegato circa tre ore per arrivare a un verdetto unanime dopo un processo durato 11 giorni. Per Davis, 63 anni, il capo di imputazione è stato omicidio di primo grado con l’uso di un’arma letale. La sentenza è prevista per il 13 ottobre. L’uomo rischia l’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale.

La legge del Nevada

Davis non è accusato di essere l’autore materiale degli spari, ma lo “shot-caller”, il mandante dell’attacco. La legge del Nevada consente di contestare l’omicidio anche a chi non ha fisicamente premuto il grilletto. Secondo l’accusa, il 63enne avrebbe organizzato la risposta a una precedente aggressione mettendo a disposizione del gruppo di fuoco l’arma utilzzata durante la sparatoria.

Fondamentali le dichiarazioni dell’uomo

Per il caso sono state fondamentali le dichiarazioni dello stesso Davis. Per anni gli investigatori non hanno avuto elementi sufficienti per incastrarlo. Fino a quando le sue interviste e la sua autobiografia sono diventate elementi centrali dell’impianto accusatorio.

La morte di 2Pac

Tupac Shakur fu ucciso a colpi d’arma da fuoco a Las Vegas la notte del 7 settembre 1996, a 25 anni. Per l’accusa, tutto sarebbe partito da una rissa nella quale erano coinvolti l’artista, alcuni componenti del suo entourage e un nipote di Davis. Sarebbe stato quest’ultimo a decidere di organizzare una rappresaglia. L’uomo avrebbe poi raccontato di essere salito su una Cadillac bianca con altre tre persone, tra cui il nipote. Individuata l’auto sulla quale viaggiava il musicista, uno degli uomini avrebbe aperto il fuoco uccidendo.

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