"Usa, attenti alla Huawei"dicono Fbi, Cia e Nsa "La Cina la usa per spiarci"

Il direttore dell'Fbi al Congresso Usa "Con gli smartphone ci controllano"

Non bastavano le presunte interferenze della Russia sulla campagna elettorale presidenziale del 2016. Il clima da guerra fredda che si respira negli Usa si rinforza adesso con le dichiarazioni del direttore dell’FBI, Chris Wray, sugli smartphone provenienti da imprese cinesi. “Non comprateli, Pechino li usa per spiarci”. Ed anche altre agenzie statunitensi hanno condiviso questa preoccupazione. Che investe in primo luogo la Huawei.

L’audizione al Senato

L’allarme è stato lanciato durante un’audizione al Senato di fronte all’Intelligence Commission. Nsa, Cia e Fbi temono fortemente che compagnie o società straniere come Huawei e Ztl, legate “a governi stranieri che non condividono i nostri valori”, possano esercitare troppo potere nella rete di telecomunicazioni statunitense. Il rischio, secondo Wray, è che “tale posizione permette di esercitare pressione o controllo sulla nostra infrastruttura e offre la possibilità di condurre campagne di spionaggio non rilevabili”.

Gli ha fatto eco il direttore della Nsa, Michael Rogers, che ha aggiunto: “Bisogna analizzare a lungo e a fondo delle aziende come queste”.

La risposta di Huawei

Il principale produttore di smartphone cinese, Huawei, non ha tardato a replicare a queste accuse. Un portavoce della compagnia cinese ha affermato che la società è a conoscenza dei timori statunitensi. Ed anche che “i governi e i consumatori di 170 paesi nel mondo si fidano di Huawei; non poniamo un rischio di cybersicurezza superiore a quello di qualsiasi altro produttore, considerato che [con i nostri concorrenti] condividiamo capacità di produzione e catene di fornitura globali”. Huawei respinge dunque qualunque illazione.

Ma gli Usa si comportano sempre in maniera trasparente?

Le preoccupazioni dei direttori delle agenzie di intelligence Usa riguardano azioni che in passato anche loro hanno posto in essere. E’ proprio rivelando il piano Prism, del resto, che Edward Snowden è salito alla ribalta delle cronache.

Il progetto prevede la raccolta di dati di cittadini di tutto il mondo da parte del governo Usa grazie alla collaborazione con Facebook, Google, Microsoft e altre importanti società del web. Snowden, ex impiegato della Nsa, rivelò tutto nel 2013.

 

Christian Dalenz

Nato a Roma il 30/10/85. Laureato all’Università La Sapienza (Roma) in Relazioni Economiche Internazionali nel 2011 e in Analisi Economica delle Istituzioni Internazionali nel 2014, e in Economic Policy alla Facoltà di Arti e Scienze Sociali dell’Università di Kingston (Londra) nel 2016. Scrive articoli di politica, economia, cinema e musica per varie testate, tra cui Lumsanews, Forexinfo e Slowcult. Facebook: https://www.facebook.com/articolidalenz