Usa-Russia, alta tensioneal confine dell'Ucraina Scontro Blinken-Lavrov

Washington avverte Mosca Il Cremlino non accetta ingerenze

L’alta tensione al confine tra Russia e Ucraina torna a surriscaldare i rapporti tra Washington e il Cremlino. In un rimpallo di minacce e tentativi diplomatici, ieri a Stoccolma il segretario di Stato Usa Antony Blinken ha incontrato il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov, che ha esordito assicurando che “la Russia è interessata a unire gli sforzi con gli Stati Uniti” per risolvere la crisi ucraina.

Dagli Usa arriva intanto il primo avvertimento. “Noi siamo molto preoccupati – ha affermato Blinken – se la Russia aggredirà l’Ucraina ci saranno gravi conseguenze”. Il segretario americano ha suggerito a Mosca di seguire la via della “diplomazia” e “stemperare la tensione”. Mosca però non ci sta e rilancia con la stessa moneta. “Ignorare le legittime preoccupazioni della Russia avrà conseguenze ancora più gravi”,  e “costringerà Mosca a prendere misure di ritorsione”, ha ribattuto Lavrov.

Da un lato gli Usa, dall’altro la Russia, nel mezzo Ucraina e Unione europea. Il ministro degli Esteri ucraino Dmitro Kuleba ha assicurato che Kiev e Washington lavorano a “un pacchetto completo di deterrenza per demotivare la Russia da ulteriori mosse aggressive”. E ha aggiunto poi che “l’Ucraina esclude di abbandonare il progetto di adesione alla Nato e tutte le altre ‘garanzie’ che la Russia chiede per allentare la tensione”. Grande preoccupazione arriva anche da parte dell’Ue, con Josep Borrell, alto rappresentante dell’Unione, che ha incontrato il ministro degli Esteri russo in Svezia per ribadire la posizione della comunità europea, “ferma e risoluta nel sostegno all’Ucraina contro qualsiasi aggressione”.

La questione ucraina si riaccende in queste settimane dopo sette anni di stallo. L’allerta per le intenzioni della Russia è scattata a causa del massiccio spostamento di truppe russe vicino al confine con l’Ucraina, avvenuto una decina di giorni fa. Si parla di oltre centomila soldati fatti confluire a nord, est e sud del Donbass, la regione ucraina dal 2014 sotto il controllo di  Mosca. Secondo l’intelligence americana le manovre potrebbero essere presagio di un imminente attacco russo. Dall’altro lato, il Cremlino giustifica le operazioni puntando il dito contro le autorità ucraine, che, forti del sostegno occidentale, stanno alzando la posta in gioco nel Donbass, non rispettandone l’autonomia.