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Davos, l’incertezza globale domina l’agenda del World Economic Forum 2026. Attesa per Trump

di Elisa Ortuso14 Gennaio 2026
14 Gennaio 2026
Davos

World Economic Forum ! Foto Ansa

DAVOS –  Sono in arrivo anni di turbolenze per uno scontro economico che si preannuncia globale. È questo lo scenario delineato dal Global Risk Report in vista dell’inizio della 55esima edizione del World Economic Forum di Davos. 

Chi ci sarà 

L’appuntamento è fissato dal 19 al 23 gennai 2026, quando saranno attesi oltre 2500 esponenti dal mondo economico, politico, scientifico e culturale provenienti da 130 paesi con una presenza istituzionale da record. Fra di loro, infatti, ci saranno 400 leader politici, di cui circa 65 capi di Stato e di governo.  

Il presidente del Wef, Borge Brende, ha anche annunciato che saranno presenti “sei su sette leader del G7”, una partecipazione “storica”. Tra i partecipanti più attesi c’è il presidente Usa Donald Trump che sarà al forum economico mondiale con “la delegazione maggiore e più influente di sempre”. 

Trump torna al forum dopo sei anni dalla sua ultima apparizione in presenza e insieme a lui ci sarà l’intera catena decisionale dell’amministrazione statunitense. Gli americani si incontreranno con gli europei. A Davos infatti sono attesi quasi tutti i leader del continente, diversi commissari dell’Unione europea e la presidente della Commissione europea Ursula Von der Layen insieme alla presidente della Bce Christine Lagarde. 

Di che cosa si parlerà

Il forum quest’anno si concentrerà sulla cooperazione in un mondo più conteso, su come sbloccare nuove fonti di crescita, sull’investimento nelle persone, sul dispiegamento dell’innovazione in modo responsabile e su come costruire prosperità entro i limiti ambientali. L’appuntamento ha la funzione di una piattaforma neutrale in un momento in cui “il dialogo è una necessità urgente”.  Al centro dell’incontro però ancora la guerra in Ucraina che avrà “un focus speciale” insieme al leader Zelensky.

La visione del presidente del Wef 

Nel principale appuntamento economico dell’anno si affronterà “il contesto geopolitico più complesso dal 1945”, ha affermato il presidente del Wef. Nonostante le tensioni a livello globale, per la fondazione di Cologny il sistema economico ha mostrato una resilienza superiore alle attese. 

Secondo Brende per il 2026 si prevede una crescita mondiale del 3%, un dato che resta sotto la media storica ma che assume rilievo in un contesto di indebitamento e restrizioni commerciali. “Temevamo una crescita lenta a causa delle barriere al commercio ma il commercio è come l’acqua, trova sempre la sua via”, ha aggiunto il presidente del Wef. 

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