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HomeSpettacoli Matthew McConaughey e l’Ia, l’attore brevetta la sua voce per difendersi dai deepfake

Matthew McConaughey e l'IA
L'attore brevetta la sua voce
per difendersi dai deepfake

I suoi "alright" diventano un marchio

Gli avvocati: "L'urgenza è prevenire"

di Chiara Di Benedetto15 Gennaio 2026
15 Gennaio 2026

L'attore statunitense Matthew | Foto Ansa

LOS ANGELES — “Alright, alright, alright”: una sola parola ripetuta tre volte, una breve frase che per molte persone non significa nulla. Eppure, quando gli appassionati di cinema la sentono, riescono a pensare soltanto a lui: Matthew McConaughey. Il celebre attore americano ha deciso di trasformare la sua tradizionale battuta, pronunciata per la prima volta nel 1993 in “La vita è un sogno”, in un marchio di fabbrica, così da proteggere la propria voce dall’uso non autorizzato dell’Intelligenza artificiale. 

McConaughey ha depositato la richiesta di registrazione di otto diversi marchi all’Ufficio brevetti degli Stati Uniti. Oltre all’incisione degli “alright” ci sono anche alcuni brevi video: uno di sette secondi, in cui l’attore è fermo in piedi in una veranda; un altro di tre secondi, in cui è seduto davanti a un albero di Natale. C’è poi la registrazione di un’altra sua celebre battuta: “You just gotta keep livin”, sempre da “La vita è un sogno”. 

Prevenire i deepfake

«Vogliamo essere certi che ogni volta che la mia voce o la mia immagine vengono utilizzate sia perché io ho dato il mio consenso e la mia approvazione. Vogliamo creare un perimetro chiaro intorno alla proprietà, con il consenso e l’attribuzione come norma nel mondo dell’intelligenza artificiale», ha spiegato McConaughey. Gli avvocati dell’attore hanno poi sottolineato che, data l’assenza di una regolamentazione dell’uso dell’Ia, anche all’interno della stessa industria cinematografica americana, l’urgenza, al momento, è prevenire e creare un precedente. McConaughey vorrebbe che il suo divenisse un caso di studio e che facesse riflettere tutto lo “showbiz” su come proteggere l’immagine degli artisti tutelando, al contempo, la creatività umana. Gli esempi di deepfake creati con immagini e filmati di attori e cantanti sono già molto numerosi e non sono poche le produzioni Usa che hanno usato l’Ia per sostituire gli artisti.

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