ROMA – I prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” corrono più dell’inflazione. Un trend negativo – quello degli ultimi cinque anni – confermato dalle stime preliminari del tasso di inflazione realizzate dall’Istat. A dicembre 2025, l’indice nazionale dei prezzi al consumo mostra un aumento dello 0,2% su novembre 2025 e dell’1,2% rispetto a dicembre 2024 (dal +1,1% del mese precedente).
L’inflazione accelera, prezzi in aumento dell’1,5% nel 2025
Per l’Istituto nazionale di statistica, in media, nel 2025, i prezzi al consumo registrano una crescita dell’1,5% in accelerazione dall’1% nel 2024. L’inflazione al netto degli energetici e degli alimentari freschi (l'”inflazione di fondo”) e quella al netto dei soli energetici mostrano un aumento medio annuo rispettivamente dell’1,9% (+2,0% nell’anno precedente) e del 2,0% (+2,1% nel 2024).
Famiglie povere più penalizzate
Negli ultimi anni l’andamento dei prezzi ha evidenziato forti squilibri tra inflazione generale e beni essenziali. Secondo l’Istat, tra il 2021 e il 2025 l’indice complessivo dei prezzi al consumo è aumentato del 17,1%, mentre il carrello della spesa ha registrato un incremento del 24%, con un divario di circa 7 punti percentuali che ha spinto l’Antitrust ad avviare un’indagine sui listini alimentari. I dati diffusi dall’Istituto di statistica per il 2025 confermano inoltre un’accelerazione dell’inflazione con un impatto significativo sui bilanci familiari. Il differenziale tra le famiglie più e meno ricche si è sostanzialmente annullato nel 2025, dopo aver segnato un divario di quasi 8 punti nel 2022 a svantaggio dei più poveri, anno di picco dell’inflazione.
Quali rincari hanno inciso maggiormente
L’inflazione media annua è trainata soprattutto dai beni energetici e alimentari. Nel 2025 gli energetici regolamentati (elettricità e gas a tariffa amministrata) tornano a crescere (+16,2%) dopo il lieve calo del 2024, mentre quelli non regolamentati (carburanti e gas sul mercato libero) restano in diminuzione, ma con un calo più contenuto (-3,8%). Aumentano anche i beni alimentari non lavorati (+3,4%). Accelerazioni dei prezzi si registrano inoltre per abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+1,1%), alimentari e bevande analcoliche (+2,9%) e istruzione (+2,6%). Rallentano invece i trasporti (-0,2%), i servizi di ristorazione e ricettivi (+3,4%), gli arredi e servizi per la casa (+0,3%) e il comparto ricreazione e cultura (+0,9%).


