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Tevere balneabile? La società di medicina ambientale frena: “Troppi rischi”

di Elisabetta Guglielmi15 Gennaio 2026
15 Gennaio 2026
Alessandro Miani, presidente della Sima, Società di medicina ambientale

Alessandro Miani, presidente della Sima, Società di medicina ambientale

L’inquinamento delle acque fluviali rappresenta uno dei principali ostacoli da superare per rendere balneabile il Tevere. Come spiega a Lumsanews Alessandro Miani, presidente della Sima (Società di medicina ambientale), gli agenti inquinanti costituiscono un pericolo per la salute umana.

Lo scorso settembre il sindaco Gualtieri ha dichiarato che “nel giro di pochi giorni” alcune aree del Tevere potrebbero essere rese balneabili. Ma è davvero così?

“No, non nel senso formale e sanitario del termine. È possibile che, in singole giornate e in specifici tratti, i parametri microbiologici risultino temporaneamente compatibili con una balneazione teorica. Ma ciò non equivale a rendere un’area ufficialmente balneabile. La balneabilità richiede designazione formale delle aree, monitoraggio e un sistema di gestione del rischio. In assenza di questi requisiti, l’affermazione resta una dichiarazione di intenti, non una condizione sanitaria e normativa consolidata”.

Può essere un obiettivo raggiungibile entro il 2031?

“È ambizioso. Nei grandi fiumi urbani il fattore critico è la contaminazione fecale, che aumenta dopo eventi piovosi. Più realistica, in otto/dieci anni, è la messa in sicurezza di tratti specifici, con balneazione consentita in determinate condizioni, supportata da monitoraggi e da chiusure automatiche in caso di superamento dei limiti. È fondamentale, però, chiarire che il rischio zero non esiste”.

Quali sono i rischi per la salute umana derivanti dal contatto con l’acqua di fiumi inquinati?

“I rischi sono di natura microbiologica, chimica e fisica. Dal punto di vista microbiologico, la presenza di contaminazione fecale espone a batteri e virus. Da quello chimico, i fiumi urbani possono contenere metalli pesanti, idrocarburi, pesticidi. La risospensione di questi sedimenti può aumentare l’esposizione. Esistono infine rischi fisici legati a correnti, vortici, detriti e oggetti sommersi, che rendono il bagno pericoloso anche in presenza di acqua apparentemente pulita”.

E quali sono le malattie che ne deriverebbero?

“Le gastroenteriti acute, con diarrea, vomito e febbre, legate all’ingestione accidentale di acqua contaminata. Frequenti anche dermatiti, irritazioni cutanee, congiuntiviti e otiti, soprattutto nei bambini. Dopo piogge intense o in presenza di animali sinantropi, può aumentare il rischio di infezioni come la leptospirosi”.

I lavori per bonificare il fiume potrebbero comportare un inquinamento dal punto di vista ambientale?

“Sì, se non adeguatamente progettati e controllati. Interventi come dragaggi e movimentazione dei sedimenti possono provocare la risospensione di contaminanti accumulati sul fondo del fiume, con un peggioramento temporaneo della qualità dell’acqua. Ciò porterebbe a un aumento del rischio di esposizione per i lavoratori coinvolti, per la popolazione e gli ecosistemi acquatici. La bonifica deve prevedere protocolli rigorosi di confinamento, monitoraggi e una gestione sicura dei materiali rimossi”.

Quale è la differenza nell’inquinamento tra i fiumi di grandi città europee e l’Italia?

“La differenza non è geografica, ma gestionale. Le città europee che hanno reso balneabili tratti di fiumi urbani hanno investito per anni in reti fognarie efficienti, depuratori adeguati e sistemi di monitoraggio continuo con chiusure temporanee automatiche. In Italia persistono criticità legate a infrastrutture datate, scarichi abusivi, manutenzione discontinua e frammentazione delle competenze”.

Come Sima prenderete parte ai tavoli tecnici dell’amministrazione capitolina?

“La Sima dispone di tutte le competenze per prendere parte a un tavolo sulla messa in sicurezza del Tevere. A oggi, però, non siamo stati consultati dal Comune, ma restiamo a disposizione qualora l’Amministrazione ritenesse utile acquisire un parere qualificato”.

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