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HomePolitica Bufera sul software spia per i pm. Nordio nega, Pd: “Meloni riferisca”

Bufera sul software spia
nei pc dei magistrati
Nordio: "Accusa gravissima"

L'ira del Pd: "Meloni riferisca in Aula"

La nota di Microsoft sul programma

di Sofia Landi22 Gennaio 2026
22 Gennaio 2026
ddl intervettazioni

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio alla Camera |Foto Ansa

ROMA La trasmissione di Sigfrido Ranucci targata Rai Tre agita il centrodestra. Nella puntata di domenica 25 gennaio, Report denuncerà l’esistenza di un software in grado di spiare i circa 40 mila computer in dotazione della magistratura. Dal canto suo, il guardasigilli Nordio ha già negato tutto e accusato il programma di riportare fake news: “Il software è in uso dal 2019 e non consente sorveglianza dell’attività dei magistrati”. 

Il programma Microsoft e l’ira dell’opposizione

Il programma in questione è un software Microsoft installato sui pc di magistrati e impiegati del settore, compresi i dipendenti non togati, in grado di accedere ai file presenti senza lasciare alcuna traccia. Dura la reazione dell’opposizione, che ha chiesto alla premier Meloni di riferire in Aula sulla questione. Per Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Pd si tratta di “un fatto gravissimo, che se confermato sarebbe la conferma che il governo Meloni vuole controllare la magistratura”.

Nordio: “Fatto gravissimo, non finirà qui”

Nordio ha replicato alle contestazioni, spiegando di “trovare improprio di essere accusato di aver messo sotto controllo i computer dei magistrati”. È un fatto “di una gravità inaudita”, ha sottolineato, assicurando che  “questa cosa non finirà qui”. Parole a cui ha risposto Francesco Boccia, presidente del gruppo dem al Senato: “Il ministro non intimidisca il Parlamento ma risponda”. Così, subito dopo, è arrivato il chiarimento del Guardasigilli:  “È stato attribuito a me, e a quelli che collaborano con me, un reato. La mia non è una minaccia, si tratta solo di una sollecitazione a non usare espressioni improprie”. 

Il presidente dell’Anm Maruotti: “Vorremmo sapere come stanno le cose”

Sulla questione è intervenuto anche il segretario generale dell’Anm Rocco Maruotti. “Apprendiamo di un possibile pericoloso vulnus dei sistemi informatici ministeriali – ha scritto sui suoi canali social – ovviamente possiamo solo sperare che non sia così, ma vorremmo sapere come stanno le cose”.

La nota di Microsoft

Mentre in un comunicato, l’azienda Microsoft, proprietaria del software spiega che il programma “presenta elevati requisiti di sicurezza” e che Microsoft pubblica le linee guida per un suo utilizzo sicuro. “La configurazione e la governance delle soluzioni – aggiunge – sono definite dalle organizzazioni clienti, in linea con i propri obblighi legali e di sicurezza”.

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