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HomeCronaca Niscemi, estesa l’area di rischio fino a 25 km quadrati. Ciciliano: “Peggio del Vajont”

Frana di Niscemi
Estesa la zona di rischio
fino a 25 km quadrati

Attesa la visita del ministro Salvini

Ciciliano: "È peggio del Vajont"

di Flavia Falduto30 Gennaio 2026
30 Gennaio 2026

A Niscemi (Caltanissetta), il fronte della frana si allarga | Foto Ansa

CALTANISSETTA –  Dopo l’annuncio del ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci di “un’indagine amministrativa” per valutare perché Niscemi non sia stata messa in sicurezza dopo la frana del 1997, la Procura di Gela coordina gli interventi dell’inchiesta aperta – a carico di ignoti – per disastro colposo e danneggiamento. Mentre è attesa per oggi, 30 gennaio, la visita del ministro dei Trasporti Matteo Salvini. 

L’inchiesta della Procura di Gela

Nel mirino dei pm, ci sarebbero i fondi e i progetti mancati per mettere in sicurezza il piccolo comune in provincia di Caltanissetta. Solo negli ultimi quattro anni, si legge sul Corriere della Sera, l’Autorità di Bacino siciliana ha invitato per tre volte il comune di Niscemi a presentare progetti esecutivi per completare le opere di consolidamento del versante ovest del Paese. Ma nessuno avrebbe risposto. Il ministro Musumeci aveva parlato di “omissioni e superficialità dopo il 1997”. Ma le sue dichiarazioni non avevano convinto le opposizioni, che hanno chiesto un intervento della premier Giorgia Meloni alla Camera. A riferire, però, sarà il ministro il prossimo 4 febbraio.

Le indiscrezioni de La Stampa

Il quotidiano La Stampa, poi, riferisce che in fondo ai tunnel scavati fino a cinquanta metri di profondità, intorno al centro storico di Niscemi franato nel 1997, giacciono strumenti di monitoraggio dimenticati da 20 anni. Si tratta di inclinometri che servono ad avvertire se il terreno si muove e di piezometri, dispositivi che monitorano il livello dell’acqua di falda. Avrebbero dovuto essere controllati ogni mese, ma dal 2007 a oggi – scrive il giornale – sono stati abbandonati.

Le dichiarazioni del capo della Protezione Civile

Niscemi è sospesa sull’orlo di un precipizio di 50 metri, mentre la terra continua a scivolare verso il basso. Quello che ha colpito Niscemi, aveva dichiarato il capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano, è “un movimento franoso di circa 350 milioni di metri cubi. È peggio del Vajont del 1963”. Per tutelare la popolazione, inoltre, l’area di rischio è stata estesa a 25 chilometri quadrati. Come spiega il segretario generale dell’Autorità di Bacino del Distretto idrografico della Sicilia, Leonardo Santoro, “su questi territori sarà imposto il divieto di inedificabilità assoluta”.  

L’ira delle opposizioni

Nel frattempo, tuonano le opposizioni. Secondo il deputato di Avs Angelo Bonelli, Musumeci “aveva sul tavolo il documento che invitava a intervenire. L’unica cosa che può fare è dimettersi. Ha dimostrato la sua totale inadeguatezza”. Duro anche l’intervento del segretario di Azione Carlo Calenda, che in post su X ha scritto: “Come ripetiamo da anni, la Sicilia va commissariata”. La Regione, ha precisato, “non è più in grado di garantire i servizi essenziali e la sicurezza dei cittadini”.

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