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HomeCultura Safer Internet Day, un adolescente su tre usa l’IA. “A rischio salute mentale”

Il report di Telefono Azzurro
per il Safer Internet Day 2026
un ragazzo su tre usa chatbot

Unicef pubblica 9 regole per i genitori

"Necessario impegno condiviso"

di Irene Di Castelnuovo10 Febbraio 2026
10 Febbraio 2026
Internet Safer Day

Bambino con smartphone | Foto Pexels

ROMA – Capire rischi e opportunità legati all’intelligenza artificiale e all’utilizzo dei social. Al centro del Safer Internet Day del 2026 c’è anche la tutela dei più piccoli, sempre più a contatto con i software generativi. Infatti, un giovane su tre utilizza i chatbot, come reso noto da “Crescere con l’Intelligenza Artificiale: scelte consapevoli in un mondo connesso”, indagine promossa da Telefono Azzurro in collaborazione con Ipsos-Doxa.

Meno creatività e più dipendenza

La perdita della creatività e la diffusione di immagini false e deepfake – cioè un contenuto reale modificato tramite IA tools – sono gli aspetti che più preoccupano i giovani. Il 41% del campione pensa che utilizzare l’IA possa ripercuotersi negativamente sulla loro inventiva. Non mancano timori legati alla diffusione di notizie false, alla possibilità di sviluppare forme di dipendenza e all’esposizione a contenuti non adeguati all’età.

Anche Unicef lancia l’allarme: più di uno studente su cinque di 10 anni – in 26 Paesi su 32 – non è in grado di distinguere se un sito web sia affidabile o meno. “In un mondo in cui l’intelligenza artificiale è sempre più presente nella vita quotidiana di bambini e adolescenti, è fondamentale accompagnarli nello sviluppo di competenze digitali, spirito critico e consapevolezza”, spiega il presidente dell’Unicef Italia Nicola Graziano.

Nel caos tecnologico dell’era digitale, il fondo ha anche condiviso un prontuario per i genitori con 9 consigli per continuare ad essere educatori. Il primo suggerisce ai tutori di iniziare sin da subito a istruire i piccoli su rischi e pericoli, introducendoli al mondo dell’Intelligenza artificiale e spiegando in modo semplice come funziona. “È necessario un impegno condiviso tra famiglie, scuole, istituzioni e aziende per costruire ambienti digitali che tutelino i diritti dei bambini e ne promuovano il benessere, oggi e in futuro, garantendo il loro ascolto e la loro partecipazione”, aggiunge Graziano.

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