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HomeSport Paralimpiadi, furia di Kiev per la riammissione dell’inno russo

Paralimpiadi Milano-Cortina
Inni e bandiere nazionali
per atleti russi e bielorussi

Indignazione di Kiev: "È scandaloso"

Malagò: “Scelta autonoma dell’Ipc”

di Elisabetta Guglielmi18 Febbraio 2026
18 Febbraio 2026
Bandiere ucraine _ Foto Ansa

Bandiere ucraine | Foto Ansa

MILANO – Alle Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026 gli atleti russi e bielorussi potranno gareggiare con le proprie bandiere nazionali e cantare i propri inni. La decisione presa dall’Ipc, il Comitato paralimpico internazionale, ha incontrato la ferma opposizione di Kiev.

La revoca del divieto

A quattro anni dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, il divieto imposto a russi e bielorussi di sventolare le proprie bandiere è stato revocato. Su X il ministro dello Sport ucraino Matviy Bidny ha espresso l’indignazione della sua Nazione. “La decisione degli organizzatori delle Paralimpiadi – ha commentato Bidny – di consentire agli assassini e ai loro complici di competere ai Giochi Paralimpici sotto le bandiere nazionali è deludente e scandalosa”.

La scelta del Comitato paralimpico arriva a pochi giorni dalla squalifica dell’atleta ucraino Vladyslav Heraskevych, che non ha potuto gareggiare ai Giochi invernali perché non ha rinunciato al casco con le immagini di atleti ucraini uccisi dalle bombe dei russi durante la guerra.

Il ritorno alla partecipazione ai giochi olimpici è arrivato dopo la decisione dell’Assemblea dell’International Paralympic Committee dello scorso settembre e dopo l’esito favorevole del ricorso presentato al Tribunale Arbitrale dello Sport (Tas) contro la Federazione Internazionale Sci (Fis). Una pronuncia che ha consentito agli atleti di tornare a raccogliere punti nel ranking mondiale.

Le parole di Malagò

Alle Olimpiadi invernali in corso, russi e bielorussi continuano a gareggiare come “Atleti Individuali Neutrali”, senza segni distintivi nazionali. Alle Paralimpiadi, invece, gli atleti russi e bielorussi gareggeranno con la propria bandiera e il proprio inno, senza più essere neutrali. 

Il presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò, a margine di un evento a Casa Lombardia, ha commentato che questa scelta che non dipende dal Cio, di cui lui stesso è membro. Intervistato dalla stampa, Malagò ha ricordato che l’Ipc è un ente autonomo. Si tratta di una “decisione – ha spiegato – presa da molto tempo, da quando hanno fatto l’assemblea in Corea qualche mese fa”. Obiettivo del comitato organizzatore “è completare un lavoro per altri cinque giorni, compresa la cerimonia di chiusura. Poi respiriamo un attimo e dobbiamo fare altrettanto bene come capacità organizzativa per le Paralimpiadi” ha aggiunto Malagò.

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