ROMA – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni continua a seguire da vicino gli sviluppi in Medio Oriente. Nella giornata di ieri, 1° marzo, la presidente del Consiglio ha raggiunto telefonicamente i leader dei paesi del Golfo per esprimere la vicinanza del governo italiano e condannare “gli ingiustificabili attacchi subiti dalle loro Nazioni” da parte dell’Iran. Non solo. Meloni ha avuto colloqui anche con la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen e con il presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Christodoulides.
La telefonata a Merz, Starmer e Mattarella
La premier ha sentito anche gli alleati europei, tra cui il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il primo ministro britannico Keir Starmer. Parola d’ordine: “de-escalation”. Per Palazzo Chigi, infatti, è necessario “sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un allentamento delle tensioni”, lavorando a una soluzione a favore della stabilità della Regione. Una volta terminata la girandola delle telefonate europee, Meloni ha contattato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Come riferito in una nota di Palazzo Chigi, la premier ha voluto aggiornare il capo dello Stato “sugli sviluppi della situazione e sui contatti intercorsi”.
Tajani e Crosetto in audizione in Parlamento
Appuntamento alle 15 di oggi 2 marzo al Senato per l’informativa urgente del ministro degli Esteri Antonio Tajani e del ministro della Difesa Guido Crosetto. A spingere, il presidente della commissione Difesa della Camera Nino Minardo, secondo cui “è necessario disporre di un quadro aggiornato e condiviso sugli sviluppi della crisi e sulle misure di tutela dei civili italiani nell’area”. Tajani e Crosetto riferiranno anche davanti alle commissioni Esteri della Camera dei deputati.
La questione dei soldati italiani
Negli attacchi iraniani alle base Usa in Kuwait, ha fatto sapere il ministro degli Esteri, i militari italiani dell’Areonautica presenti nella base “sono incolumi”. Sul tema dei soldati italiani, è intervenuto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e leader della Lega Matteo Salvini durante il sopralluogo tecnico al cantiere degli edifici Aler in zona San Siro a Milano. “L’Italia non è in guerra con nessuno e ha sempre affermato di non mandare truppe in Ucraina, giustamente. Immagino quindi non mandi truppe neanche in Iran. Un conto è sostenere l’alleanza dei Paesi liberi e occidentali, un conto è inviare dei soldati in teatro di guerra, cosa che non è in programma”, ha detto il vicepremier.


