ROMA – L’escalation in Iran si ripercuote sulla politica italiana, spingendo le opposizioni a chiedere al presidente della Camera Lorenzo Fontana e a quello del Senato Ignazio La Russa di sollecitare la convocazione urgente della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. La premier, intervistata dal Tg5 nella serata di lunedì 2 marzo, ha parlato di una “stagione di caos figlia della guerra a Kiev”. Dopo le richieste della opposizione, la conferma del vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini: “in settimana Meloni andrà in Parlamento. Sulla crisi in Medio Oriente avremo un prossimo Consiglio dei ministri dedicato”.
La richiesta dell’opposizione
“Un confronto pieno e trasparente in Aula per definire le scelte strategiche”. È questo quanto richiesto da Pd, M5s, Avs, Italia Viva e +Europa. Nella lettera inviata a Fontana e La Russa, i firmatari sottolineavano come la portata degli eventi investisse la sicurezza nazionale, la stabilità energetica e gli obblighi internazionali dell’Italia, chiedendo che fosse la guida del Governo a chiarire la linea ufficiale del Paese di fronte all’aggravarsi della crisi in Medio Oriente. Contestata dalle opposizioni era l’assenza di “dichiarazioni ufficiali da parte di Palazzo Chigi”. Nella missiva è stata evidenziata anche la responsabilità della politica e dell’unità di indirizzo spetta al presidente del Consiglio, come sancito dall’articolo 95 della Costituzione.
L’intervento della premier in tv
La “crisi del diritto internazionale è inevitabilmente figlia della guerra in Ucraina”. A sottolinearlo è stata la premier Giorgia Meloni in un’intervista all’edizione serale del Tg5. Intervenendo per la prima volta dopo i massicci bombardamenti su Teheran, la presidente del Consiglio ha riferito di essere preoccupata soprattutto dopo gli attacchi a Cipro. Perché la “crisi non dilaghi”, l’Iran dovrebbe “fermare i suoi attacchi nei confronti dei paesi del Golfo che sono totalmente ingiustificati”.
Crosetto e Tajani in Senato
Intanto, lunedì 2 marzo, nella replica all’informativa sulla crisi nel Medio Oriente davanti alle commissioni esteri e difesa di Camera e Senato, il ministro della difesa Guido Crosetto ha espresso soddisfazione per le decisioni prese dal governo italiano. A preoccupare è “quello che succede fuori dall’Italia”, spiega Crosetto, che aggiunge che l’Italia è un “un paese con un continuo dialogo con tutte le parti in causa. Parla con tutti i ministri, compresi quelli di Iran e Cina”. In risposta alle polemiche sul proprio viaggio a Dubai, il titolare di Palazzo Baracchini ha detto che avrà anche “sbagliato come ministro. Ma a Dubai c’erano i figli”.
Botta e risposta tra Conte e Tajani
Nella stessa aula il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il leader del M2S Giuseppe Conte si sono affrontati con toni accesi sul rapporto dell’Italia con gli Stati Uniti. Conte aveva chiesto chiarimenti sulla linea della politica estera dell’Italia, in particolare nel suo rapporto con gli Stati Uniti e accusando l’esecutivo di essere allineato a Washington. Tajani ha respinto le critiche e attaccato il leader pentastellato dicendo di non essere mai stato chiamato dal tycoon “Tony”. Piuttosto Trump – prosegue Tajani – avrebbe chiamato Conte “Giuseppi”. I leader M5s ha replicato subito dopo, sostenendo che la questione è politica, non personale.


