ROMA – “Votate Sì e ci togliamo di mezzo la magistratura, sono plotoni d’esecuzione”. Il duro attacco del capo di gabinetto del ministero della Giustizia Giusi Bartolozzi nel suo intervento durante una trasmissione di sabato 7 marzo all’emittente siciliana Telecolor ha scatenato un vespaio di polemiche. Pronta la risposta delle opposizioni: “Si dimetta e, se non lo fa, dovrebbe essere il ministro Carlo Nordio a cacciarla seduta stante”.
Nordio: “Non deve dimettersi”
“Bartolozzi non deve dimettersi, la sua espressione è stata interpretata in modo improprio”, spiega il Guardasigilli. Già nella serata di ieri – 9 marzo – Nordio aveva cercato di porre rimedio al danno: “Mi dispiace per le parole usate dal mio capo di gabinetto. Anche se pronunciate nel contesto di un confronto televisivo lungo e acceso, quell’affermazione è apparsa un attacco all’intera magistratura”, aveva detto. Precisando poi che “la riforma non indebolisce la magistratura e non intende attaccare i magistrati, bensì punta a restituire loro prestigio e autorevolezza” e che Bartolozzi “si riferiva a una piccola parte di giudici politicizzati”.
Parole poco gradite da Meloni
Parole poco gradite non solo dal centro sinistra, ma anche dalla stessa premier Giorgia Meloni, filtra dalla maggioranza. Proprio nel giorno in cui la presidente del Consiglio aveva scelto di tornare a mettere la faccia sul referendum della giustizia in vista dell’ultimo round di campagna elettorale. Infatti, ieri – 9 marzo – Meloni ha pubblicato un video in cui spiega le ragioni per cui votare Sì. “Meloni ha speso 13 minuti per nascondere quello che Giusi Bartolozzi ha ammesso in tv in pochi secondi”, l’attacco del leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte.
Critiche anche da parte del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano: “La frase di Bartolozzi è infelice, come lo stesso ministro Nordio ha sottolineato, ma la cosa importante adesso è esaminare il merito della riforma, che è l’oggetto del referendum”.
Anm: “Contro di noi toni inaccetabili”
Mentre l’Associazione nazionale magistrati spiega di aver finora evitato di replicare alle critiche, ma ora “i toni contro la magistratura italiana sono giunti a un livello inaccettabile”. Cauta la risposta di Nordio: “Alla magistratura, alla quale io mi sento ancora di appartenere, va tutta la mia solidarietà”.


