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HomePolitica La replica di Meloni a Schlein: “Il mio è stato un appello al dialogo sincero”

La replica di Meloni
all'attacco dell'opposizione
"Il mio? Un appello sincero"

Schlein: "La premier posi la clava"

Conte: "Non vogliamo prese in giro"

di Iris Venuto12 Marzo 2026
12 Marzo 2026
Giorgia Meloni, presidente del Consiglio della Repubblica italiana

Giorgia Meloni, presidente del Consiglio della Repubblica italiana | Foto Ansa

ROMA – “Il mio è stato un appello al dialogo sincero e pubblico, a fronte del quale l’opposizione ha risposto con accuse, ironie e perfino insulti personali – tra cui – serva, ridicola, imbarazzante, pericolo per l’umanità, persona che striscia per non inciampare e molti altri”. Così Giorgia Meloni ha risposto alle dichiarazioni di Elly Schlein, che avevano messo in discussione l’appello alla coesione invocato ieri – 12 marzo –, alle Camere sulla crisi in Medio Oriente. “Se non vi è disponibilità – ha aggiunto la premier – da parte dell’opposizione a un coordinamento sulla crisi lo rispetto, ma non se ne dia la responsabilità a me. A dimostrazione di quello che dico, confermo che il mio invito resta valido”. 

Il botta e risposta tra Schlein e Meloni 

Immediata la risposta di Elly Schlein che a SkyTg24 ha tentato una de-escalation invitando Meloni a “posare la clava”, per risparmiare agli italiani ulteriori polemiche. “Meloni sta facendo tutto da sola – ha dichiarato Schlein –. Lo abbiamo detto ieri: noi ci siamo come ci siamo sempre stati. Lei il mio numero ce l’ha”. Tuttavia, secondo la presidente del Consiglio, i toni usati da esponenti dell’opposizione restano “lontani da un clima di confronto costruttivo”.

I due volti della premier 

La polemica si trascina direttamente dalla seduta di ieri alla Camera, quando le opposizioni, riunite per le comunicazioni per il prossimo Consiglio europeo e sull’attacco in Iran, hanno denunciato il ‘bluff’ di Giorgia Meloni. Dopo giorni di sollecitazioni e critiche, Giorgia Meloni ha riferito in Parlamento sulla crisi in Medio Oriente, prima al Senato e poi alla Camera. A Palazzo Madama la premier ha tenuto un discorso calibrato. Ha definito quello di Usa e Israele un “intervento unilaterale fuori dal perimetro del diritto internazionale”. Ma, al tempo stesso, ha escluso qualsiasi eventualità che l’Iran disponga di armi nucleari. Ha ricordato, inoltre, che l’Italia non è coinvolta in un conflitto, fondato su “decisioni altrui” di cui il governo “non è complice”.

Rispondendo in Senato, Meloni si era mostrata ben disponibile a sedersi attorno a un tavolo “tutte le volte che sarà necessario, anche per le vie brevi” sulla  situazione in Medio Oriente. Toni conciliatori che, però, non hanno convinto i partiti dell’opposizione. 

Prima la mano tesa, poi le parole forti

Dal Senato alla Camera, per l’opposizione la premier ha sfoderato le migliori capacità da camaleonte. “Per lo scambio di informazioni possiamo sempre ritrovarci”, ha detto il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che ha aggiunto: “il tavolo c’è, ma se poi dobbiamo fare le sfilate a Palazzo Chigi ed essere presi in giro allora no”. Linea condivisa da Riccardo Magi di +Europa, che ha definito l’invito di Meloni tardivo: “alla premier dico che non è il tempo di prendere in giro gli italiani e confondere le acque per non assumersi le proprie responsabilità”.

Arrivata in Aula, però, la premier ha però cambiato registro, e il clima si è ulteriormente scaldato. Dai modi morbidi mostrati a Palazzo Madama Meloni ha alzato la voce, accusando il Pd di “strabismo” sulle “bombe” Usa e Conte per non aver condannato, nel 2020, l’attacco Usa Baghdad. E ha aggiunto: “Non volete accogliere l’appello. Avrete le vostre ragioni, ma non trinceratevi dietro questioni che non stanno in piedi”. E riguardo le parole di Trump sui soldati in Afghanistan e dei carabinieri costretti a inginocchiarsi, Meloni ha osservato: “A qualcuno è dispiaciuto che la condanna del governo sia stata chiara e ferma”.

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