ROMA – Un attacco “deliberato”. Il ministro della Difesa Guido Crosetto non ha dubbi su quanto accaduto a Erbil, in Iraq. Sono giorni ormai che i raid iraniani raggiungono il Kurdistan iracheno. Il governatore di Erbil Omed Khoshnaw ne conferma 17. A esprimere solidarietà all’Italia è anche il ministro dei Trasporti e delle comunicazioni del Kurdistan iracheno, Ano Abdoka, che ha incontrato il console generale d’Italia a Erbil, Tommaso Sansone.
Iniziato il ritiro delle truppe dall’Iraq
Il rischio per i soldati italiani è troppo alto e da Roma è arrivato l’ordine del parziale ritiro dall’avamposto. “Non è la nostra guerra”, ha sottolineato Crosetto, confermando che i militari italiani sono ora al sicuro. D’altronde la premier Giorgia Meloni lo ha rimarcato più volte: “L’Italia non è in guerra e non intende entrarci”, ha detto durante le comunicazioni al Parlamento, dove ha chiesto anche unità con le opposizioni per gestire la crisi in Medio Oriente. Un intento che si concretizza nel pomeriggio di giovedì, quando la premier sente a telefono i segretari dei partiti di centrosinistra per aggiornarli sull’Iran e gli attacchi a Erbil.
Il punto al Consiglio supremo di Difesa
Le operazioni di rientro delle truppe italiane dall’Iraq sono al centro anche della riunione del Consiglio supremo di Difesa, che si è tenuto al Quirinale alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e della premier, Giorgia Meloni. A fare il punto sulla crisi internazionale in Medio Oriente e sugli ulteriori effetti del conflitto in corso anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani e il ministro della Difesa, Guido Crosetto.


