ROMA – “La Farnesina sapeva. Loro hanno chiesto un incontro, io ho informato e sono stato autorizzato alla riunione a inizio febbraio”. Il viceministro degli Affari Esteri, Edmondo Cirielli, tira in ballo il governo di Giorgia Meloni e cerca di sgonfiare la polemica sorta dopo il retroscena pubblicato sulle pagine del Corriere della Sera, a firma di Simone Canettieri, in cui si racconta di un colloquio privato a Roma, avvenuto circa un mese fa, tra Cirielli e Aleksej Vladimirovic Paramonov, ambasciatore russo in Italia.
Il viceministro: “Una polemica campata in aria”
“Non è l’unica volta – spiega il viceministro – che l’ho incontrato. Quando un’ambasciata chiede un colloquio a livello governativo, spesso non è il ministro a riceverli, ma il viceministro. È normale che sia io ad ascoltare gli ambasciatori, soprattutto quando si tratta di rapporti complessi. Sono diplomatici accreditati e fanno il loro lavoro. Mi sembra una polemica campata in aria”. Una linea ribadita anche dal titolare della Farnesina, Antonio Tajani, secondo cui si tratta di “una polemica inutile” perché “tutto si è svolto alla luce del sole”. La vera preoccupazione di Cirielli rimane il rapporto con la premier e leader di FdI, Giorgia Meloni.
L’imbarazzo di Palazzo Chigi e l’umore della premier
Secondo il Corriere della Sera l’aria dentro Fratelli d’Italia è molto pesante e il vice di Antonio Tajani si sarebbe lamentato, stando alla ricostruzione di Canettieri, perché “Giorgia non mi risponde”. Una versione che Cirielli si premura di smentire e rispetto a cui si mostra stupito: “Quattro o cinque giorni dopo l’incontro con l’ambasciatore russo sono stato con la premier in Etiopia, non ne abbiamo proprio parlato”.
Tuttavia, nonostante le smentite in merito, è plausibile che il caso abbia imbarazzato Palazzo Chigi. In un’intervista uscita lo scorso 10 febbraio per l’agenzia Ria Novosti, lo stesso Paramonov aveva accusato la premier di “adottare la condotta dello struzzo, ovvero di evitare di dare ascolto all’opinione dei propri cittadini, fingendo che l’assenza di cooperazione e di dialogo aperto con la Russia non stia avendo alcun tipo d’impatto sull’Italia”.

Salvini: “Non siamo in guerra con Mosca”. IV chiede interrogazione
Ma Palazzo Chigi non cambia idea e Meloni invita tutti a non rispondere a Matteo Salvini, secondo cui “Cirielli avrà avuto i suoi motivi” per incontrare Paramonov, anche perché “noi non siamo in guerra né contro la Russia, né contro l’Iran”, ribadisce il ministro dei Trasporti. La priorità madre per la premier rimane il referendum e il fronte del Sì non può permettersi divisioni nel preannunciato testa a testa serrato.
Tuttavia, a scombinare i piani della maggioranza è Italia Viva. Come rivelato dal suo vicepresidente e senatore, Enrico Borghi, il partito guidato da Matteo Renzi, infatti, “presenterà un’interrogazione parlamentare in proposito”, per indagare su “finalità e obiettivi” di un incontro promosso “non dal partito più filo-russo dell’esecutivo”, ma “per iniziativa di un esponente del partito della premier”.


