BRUXELLES – Il Parlamento europeo ha dato il via libera, con 389 voti a favore, 206 contrari e 32 astenuti, all’avvio dei negoziati interistituzionali sulla direttiva rimpatri, con una maggioranza composta da Ppe, Ecr, Patrioti e ultradestra. Il testo, di cui il ministro di Fratelli d’Italia Ciriani è stato uno dei relatori, amplia le possibilità di individuare un “Paese di ritorno”, includendo non solo il Paese di origine, ma anche Paesi terzi.
Si tratta di una svolta importante nell’ottica di un piano congiunto europeo sull’immigrazione. Rispetto alla normativa attuale, inoltre, la nuova proposta dà priorità al rimpatrio coercitivo rispetto alla partenza volontaria e prevede la possibilità di creare centri di rimpatrio o “return hubs” in Paesi terzi. Una direttiva che va in un’altra direzione rispetto alla decisione della Corte d’Appello di Roma, che ha ripetutamente bloccato il trasferimento e il trattenimento di migranti nei centri in Albania creati dal governo Meloni tra il 2025 e il 2026.


