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Trump alza i toni: “Iran faccia sul serio prima che sia troppo tardi”

di Elisa Ortuso26 Marzo 2026
26 Marzo 2026
Trump

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump | Foto Ansa

TEHERAN – Pronti all’invasione americana. L’Iran si sta preparando a entrare via terra sull’isola di Kharg e sta piazzando trappole e mine in tutta la zona, temendo un’imminente azione Usa. Lo riferisce la Cnn. Sul tavolo diplomatico, il presidente Donald Trump punta il dito contro i negoziatori iraniani: “Farebbero bene a comportarsi seriamente prima che sia troppo tardi”. 

La possibile invasione Usa 

Il possibile attacco all’isola, cuore del sistema petrolifero iraniano, non è però una sorpresa. Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammed Ghalibaf, ha denunciato il rischio di una “invasione” senza citare espressamente Kharg, ma riferendosi a una delle isole della Repubblica islamica. 

Secondo alcune segnalazioni dell’intelligence, i nemici dell’Iran si stanno preparando a occupare una delle isole iraniane con il sostegno di uno degli stati regionali. 

“Se faranno qualsiasi passo, tutte le infrastrutture vitali di quello stato regionale saranno prese di mira con attacchi implacabili e incessanti”, ha affermato Ghalibaf. 

La speranza di nuovi negoziati: “Teheran vuole garanzie”

Sul fronte negoziati si cercano passi in avanti. Fonti pakistane hanno riferito a un’agenzia turca che “entro 48 ore (a partire da ieri, ndr) è prevista una svolta nei colloqui tra Stati Uniti e Iran”. Le fonti chiariscono come “Teheran chiede garanzie, mantiene il programma missilistico fuori discussione e pretende un risarcimento”. 

Attraverso i social, il presidente Usa ha lanciato un monito nei confronti dei negoziatori iraniani, invitandoli a comportarsi seriamente “prima che sia troppo tardi”. A quel punto “non si tornerebbe più indietro”. Per Trump “i negoziatori sono strani” e “ci stanno implorando per fare un accordo, ma pubblicamente affermano che stanno solo visionando la nostra proposta”. 

Il fronte israeliano: ucciso il Capo della Marina dei Pasdaran

Sul campo la guerra non si ferma. È stato eliminato ieri sera (25 marzo) in un attacco il capo della Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, Alireza Tangsiri. Lo ha confermato il ministro della Difesa Israel Katz. La sua uccisione è avvenuta insieme a quella di “altri ufficiali del comando navale”, ha detto Katz. 

L’attacco a una petroliera in Turchia

Questa mattina una petroliera gestita da una compagnia turca è stata attaccata questa mattina nel Mar Nero”, lo ha fatto sapere il ministro dei trasporti turco Uraloglu. 

Secondo quanto riportato dal ministro “una nave battente bandiera straniera che aveva caricato petrolio greggio dalla Russia, ha segnalato un’esplosione nella sala macchine dopo la mezzanotte al nostro centro di emergenza”. 

Il Cardinale Parolin: “Serve concordia per il bene comune”

Sul tavolo diplomatico, il Vaticano continua a seguire costantemente quanto accade in Medio Oriente. “Preoccupa la conflittualità che non serve per il bene del Paese”, ha detto il Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin. Un invito da parte del membro della Chiesa a “cercare una sinergia, ognuno dal suo punto di vista”. 

Quanto ha speso l’Italia per la difesa

In questo scenario di guerra, risaltano i fondi stanziati dall’Italia per la Difesa. Secondo quanto emerso dalle stime della Nato, l’Italia nel 2025 ha speso in questo settore il 2,01% del Pil. Mentre nel 2024 la spesa era ammontata all’1,52%. Tutti gli alleati ora centrano l’obiettivo del 2%. In totale la media di Europa e Canada ora è al 2,33% mentre, per la Nato in generale, è il 2,77%.

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