PARIGI – L’Ocse rivede al ribasso le stime per la crescita dell’Italia. Il Pil si abbassa a +0,4% con l’inflazione che invece risale al 2,4%. La presidente della Bce Christine Lagarde avvisa i Paesi all’eccessivo ottimismo dei mercati perché lo shock, causato dalla guerra in Medio Oriente, durerà a lungo.
Lo studio dell’Ocse
L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico sottolinea gli effetti della guerra in Iran. Secondo lo studio dell’Organismo internazionale, “la portata e la durata del conflitto sono molto incerti ma un prolungato periodo di aumenti dei prezzi energetici avrà effetti”. Infatti l’accrescimento dei costi per le imprese e l’inflazione avranno conseguenze dannose per la crescita, anche quella italiana. Nel rapporto intermedio diffuso a marzo 2026, l’Ocse stima per Roma un Prodotto interno lordo in crescita dello 0,4% nel 2026 e dello 0,6% nel 2027. Parigi a dicembre 2025 aveva previsto una crescita dello 0,6%, con un taglio di due decimi di percentuale. Un dato simile allo 0,5% registrato per il 2025, anch’esso più basso rispetto alle previsioni. L’Ocse però sottolinea come la situazione non colpisca indistintamente tutta l’Europa. “Mentre l’espansione fiscale in Germania sosterrà la crescita, soprattutto nel 2027, una politica fiscale più restrittiva costituirà un ostacolo in Italia e in Francia”. Il Pil globale invece regge: la stima è di un +2,9%, stabile rispetto alle previsioni di dicembre.
Lagarde: “Troppo ottimisti sulla guerra”
Christine Lagarde ha avvertito tutti in un’intervista al settimanale britannico Economist. “Con la guerra in Iran siamo davanti a un vero shock, che probabilmente va oltre quello che immaginiamo al momento. I mercati finanziari forse sono troppo ottimisti e determinati a restare ottimisti, nella speranza che si verifichi uno scenario positivo e si torni alla normalità in un tempo relativamente breve”, ha detto la presidente della Banca centrale europea.

La situazione italiana
In Italia si è registrato inoltre un aumento dell’inflazione, iniziato prima della guerra in Iran. Quest’anno è attesa al 2,4% contro una stima precedente dell’1,7%. Oltre a Roma, l’Ocse sottolinea come la crescita globale per ora tenga, ma con significativi rischi al ribasso. Questi sono legati soprattutto alla situazione in Medio Oriente e al rischio di ulteriori aumenti dei prezzi dell’energia. Se la guerra proseguisse, le conseguenze sarebbero rilevanti. Non solo per l’economia. L’Istat infatti segnala come la fiducia degli italiani sia crollata, da 97,4 a 92,6. Per i consumatori sono peggiorate le opinioni sulla situazione economica con il clima futuro che crolla, da 93,1 a 85,3. Solo le imprese mantengono lo stesso livello di fiducia.


