BERGAMO – “Non provo rancore. Stiamo accanto al ragazzo che mi ha colpito”. Le prime parole della professoressa di francese accoltellata a Bergamo sono per lo studente tredicenne che l’ha aggredita “per noia e vendetta”.
Il messaggio dopo l’accoltellamento: “Non provo rancore”
L’insegnante ha lasciato la terapia intensiva: è fuori pericolo. Ma il primo pensiero è andato subito ai suoi alunni. “Tornerò in classe, tra i banchi, dove ho sempre sentito di appartenere. Tornerò a insegnare, a credere nei giovani, ad accompagnarli nei loro passi difficili”, ha detto dal letto dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
La brutalità di quel gesto – ripreso in un video e che poteva costarle la vita – non ha spento la passione di sempre: “Nonostante tutto, insegnare resta il mio sogno, la mia vocazione, la mia gioia più grande”.
Perché “il mio spirito è vivo e questa vita è un dono che non sprecherò”, ha sottolineato la donna mettendo in fila i pensieri che l’hanno attraversata in quei momenti, quando “quelle coltellate al collo e al torace avrebbero potuto fermare per sempre il mio cammino”.
“Questa ferita sia un ponte, non un muro”
In poche righe, messe per iscritto e affidate al suo legale, la 57enne ha voluto ringraziare chi le è stato accanto in questi giorni: medici, infermieri e operatori sanitari, ma anche i colleghi e le forze dell’ordine che ora si prenderanno cura del ragazzo che l’ha aggredita.
Un pensiero è andato anche ai suoi “amati alunni”, molti dei quali hanno assistito alla violenza. Il suo è un messaggio che guarda avanti: “Non arrendetevi. Studiate e preparatevi per il vostro futuro senza paura”.
Con una speranza: che “questa ferita non diventi un muro, ma un ponte: verso una scuola più attenta, una comunità più unita, un modo nuovo di stare accanto ai ragazzi”.


