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HomeCultura Il cervello come una centralina: lo studio del Mit per approfondire le malattie neurologiche

Ricercatori pubblicano mappa
del corpo striato del cervello
"Come una centralina"

Lo studio Usa sulla rivista Cell

Spazio a nuove terapie neurologiche

di Pietro Bazzicalupi02 Settembre 2026
02 Settembre 2026
cervello

Rappresentazione dei neuroni del cervello umano e dei loro collegamenti | Foto Ansa

ROMA – Il cervello ha una nuova mappa per orientarsi. È quella del corpo striato, una delle aree più delicate e strategiche dell’organo, dove si incrociano i segnali che regolano i movimenti, ma anche decisioni, abitudini, piacere e dipendenze. A tracciarla nei dettagli sono stati i ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (Mit), in uno studio pubblicato sulla rivista Cell che potrebbe offrire nuove coordinate per comprendere alcune malattie neurologiche e psichiatriche.

Il funzionamento dello striato

Lo striato funziona come una sorta di centralina: decide quali movimenti favorire e quali invece frenare, ma partecipa anche ai circuiti cerebrali della ricompensa. Per questo le sue alterazioni sono associate a condizioni molto diverse, dalla malattia di Huntington alla schizofrenia, passando per i disturbi legati all’uso di sostanze.

Lo studio

Il lavoro del team del Mit si è concentrato sui neuroni spinosi medi, le cellule più numerose presenti nello striato e particolarmente sensibili alla dopamina. Questi neuroni si distribuiscono principalmente lungo due circuiti: quello diretto, che facilita l’azione, e quello indiretto, che contribuisce a bloccare i movimenti non desiderati. A distinguerli è anche il recettore della dopamina presente sulla loro superficie (D1 o D2).

I risultati

La vera novità arriva però dalla possibilità di mettere ordine in una classificazione rimasta a lungo controversa. Gli scienziati hanno esaminato campioni di tessuto cerebrale post-mortem provenienti da banche del cervello statunitensi e canadesi, scegliendo aree diverse dello striato. Su questi campioni hanno combinato tre sofisticate tecniche di analisi, tra cui il sequenziamento dell’Rna a singola cellula, capace di rivelare l’attività dei geni nelle singole cellule.

Verso terapie innovative

Le altre metodologie, dall’ibridazione fluorescente alla trascrittomica spaziale, hanno permesso di capire anche dove si collocano le diverse cellule. Il risultato è un vero e proprio atlante cellulare: 31 sottopopolazioni neuronali, comprese nove categorie di neuroni spinosi medi. Due di queste popolazioni, in particolare, appaiono legate ai meccanismi della schizofrenia, della depressione e della dipendenza. Una mappa che non descrive soltanto il cervello, ma potrebbe indicare nuovi bersagli per le terapie del futuro. 

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