PARIGI – Alle 5:48 è scattato l’allarme, poi le telecamere di videosorveglianza hanno inquadrato due individui. A quasi un anno dal colpo al Louvre, quattro quadri – dal valore stimato di 9 milioni di euro – sono stati rubati dal Museo Renoir di Cagnes-sur-Mer, in Costa Azzurra. Inutile il tempestivo intervento delle forze dell’ordine, i ladri sono riusciti a scappare con le opere, “abbandonando durante la fuga uno dei quadri rubati”, come ha spiegato il primo cittadino Bryan Masson.
Ritrovate due borse che apparterebbero ai malviventi
Aperta un’inchiesta dalla Procura di Grasse. Per entrare nel museo i due individui hanno rotto una vetrata, come rivelano i primi elementi dell’inchiesta. Le loro ultime tracce restano aggrappate a due borse con cerniera, ritrovate nel giardino della struttura che potrebbero appartenere ai malviventi.
Un sistema di sicurezza ancora vulnerabile
Il furto arriva quasi un anno dopo il colpo messo a segno al Louvre, il museo più visitato al mondo situato nel cuore di Parigi, Otto gioielli della corona di Francia – mai ritrovati – erano stati sottratti dalla Galleria di Apollo. Un evento che ha portato il governo di Sébastien Lecornu a rendere la sicurezza dei musei una priorità. Il sistema di vigilanza apparirebbe però ancora vulnerabile, come testimoniato da recenti avvenimenti. Una collana d’oro appartenente all’epoca celtica è stata rubata in pieno giorno in un museo di Châtillon-sur-Seine lo scorso luglio. Mentre, all’inizio dello stesso mese, a nord di Strasburgo, alcuni banditi hanno sottratto gioielli dal museo Lalique di Wingen-sur-Moder.
Il piano in 33 punti per contrastare l’ondata di colpi
Proprio per contrastare l’ondata di furti, quest’estate il ministero francese della Cultura aveva presentato un piano in 33 punti. Nel documento si raccomandava, tra le varie disposizioni, di rimuovere temporaneamente alcuni oggetti preziosi dalle vetrine che non si riescono a mettere in sicurezza. Il ministero invitava a “mettere al sicuro, in luoghi adeguati che saranno individuati per ogni dipartimento, gli oggetti più vulnerabili in attesa che venga garantita la sicurezza della loro esposizione”.


