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HomePolitica Energia, Schlein apre a Meloni ma è lite nel Campo largo. Conte e Avs frenano

Schlein apre a Meloni
"fuoco amico" nel campo largo
Conte e Avs frenano

Secco no al dialogo con la premier

Pesano le distanze su Ucraina e primarie

di Antonio Fera18 Settembre 2026
18 Settembre 2026

La premier Giorgia Meloni e la segretaria del Pd Elly Schlein, 13 novembre 2025 | Foto Ansa

ROMA – Il primo no alla mano tesa di Elly Schlein non arriva da Giorgia Meloni. Arriva, piuttosto, dal campo largo. Mentre la segretaria del Pd prova ad aprire un canale con Palazzo Chigi su energia e clima – con la premier che lascia aperto uno spiraglio – sono Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli a chiudere la porta. “Approfondirò senza pregiudizi”, dice la presidente del Consiglio da Oslo, dove è impegnata in visita ufficiale per rafforzare la cooperazione con la Norvegia. “Non ci sono le condizioni”, replica il leader del M5S. Per il co-leader di Avs la mossa è invece “incomprensibile”: con il governo non si tratta, bisogna “costruire l’alternativa”. E così una lettera pensata per portare cinque proposte sul tavolo di Meloni finisce per rimettere sul tavolo le divisioni dell’opposizione. E non solo sull’energia.

I cinque punti del Pd

A far discutere è la lettera inviata da Schlein alla premier. Sul tavolo ci sono i 14 miliardi che l’Italia potrebbe utilizzare entro il 2028 per accelerare la transizione energetica. Il Pd indica cinque priorità: due miliardi per il Conto Termico, tre per la riqualificazione energetica delle case popolari, quattro per aiutare le imprese a ridurre il consumo di gas, tre per metropolitane e trasporto rapido di massa e altri due per reti elettriche, sistemi di accumulo e infrastrutture di ricarica. A completare il pacchetto, la richiesta di rivedere la tassazione sull’elettricità. Una proposta che Schlein mette direttamente sul tavolo di Palazzo Chigi. Senza passare, questa volta, dagli alleati. Ed è anche il metodo scelto dalla segretaria dem a provocare malumori nella coalizione.

Meloni non chiude

La risposta della premier arriva dalla Norvegia. Meloni prende tempo, ma non boccia l’iniziativa. Promette di approfondire la lettera e di valutare le proposte “sensate”. Anzi, nelle richieste del Pd intravede anche “un implicito riconoscimento del lavoro del governo”, soprattutto sul Piano casa e sul Conto Termico. Poi la stoccata alle opposizioni: “Sicuramente non ho i pregiudizi dell’opposizione italiana”. Per ora nessun tavolo e nessun impegno sulle risorse. Ma la porta resta aperta. Ed è proprio qui che iniziano i problemi per Schlein.

M5S e Avs alzano il muro

A chiudere quello spiraglio ci pensano gli alleati. Bonelli boccia l’iniziativa di Schlein e torna ad attaccare il governo sulle trivellazioni e sulla dipendenza dal gas. “Serve costruire l’alternativa”, è la linea del co-leader di Avs. E lo stesso Fratoianni non sembra abbia gradito: “Elly Schlein ha ritenuto di avanzare delle proposte a nome del Pd, questo è legittimo. Io ritengo che ci sia poco da collaborare con questo governo per le scelte che ha fatto e continua a fare, che sono prive di qualunque prospettiva”. Conte non è più morbido: “Sono quattro anni che abbiamo fatto proposte”, rivendica l’ex premier, secondo cui oggi non ci sono le condizioni per collaborare con Meloni. Una distanza politica, ma anche di metodo. La lettera non era stata concordata con gli altri leader e arriva dopo la foto unitaria alla festa di Avs a Roma, dove il campo largo aveva provato ancora una volta a mostrare compattezza. Nel Pd respingono però l’accusa di una fuga in avanti: non ogni iniziativa, è il ragionamento del Nazareno, può essere discussa prima con tutta la coalizione.

Calenda promuove l’apertura

Di segno opposto la reazione di Carlo Calenda. Il leader di Azione promuove la mossa di Schlein, definendola “un’iniziativa interessante” che, rivendica, sollecita “da sei mesi”. Per Calenda il confronto con il governo è necessario soprattutto davanti al rischio di un razionamento del gas durante l’inverno e al nodo dei costi dell’energia: “Credo che questa debba essere la priorità numero uno del Governo italiano”.

La distanza sull’Ucraina

Dietro la battaglia sull’energia riaffiorano così questioni che il campo largo non ha ancora risolto. A partire dall’Ucraina. Conte continua a contestare la linea sugli aiuti militari a Kiev e mette in guardia da quella che definisce una “corsa al riarmo”. Il Pd resta su posizioni diverse. Una distanza che finora non ha impedito ai partiti di presentarsi insieme, ma che peserà quando arriverà il momento di mettere nero su bianco un programma comune. Intanto gli iscritti del M5S sono chiamati a votare online sulle proposte da portare proprio al tavolo della coalizione. Venti aree tematiche sulle quali i Cinque Stelle vogliono costruire la propria base programmatica. Un altro passaggio verso quel confronto tra alleati che ancora non ha una data.

La partita delle primarie

E poi c’è il nodo potenzialmente più pericoloso: la scelta della leadership. Schlein ha già indicato nelle primarie la strada per scegliere il candidato alla presidenza del Consiglio. Conte non considera invece chiusa la partita e continua a lasciare aperta anche l’ipotesi di un nome condiviso. Nel Pd Francesco Boccia mette intanto un paletto: se la coalizione sceglierà le primarie, i dem si presenteranno con un solo candidato. Il tema attanaglia anche il Pd al suo interno, con l’ipotesi circolata e subito smentita di un possibile doppio turno, per far correre assieme alla segretaria Elly Schlein anche Giorgio Gori, per attrarre i voti dei riformisti: “Riguardo alle primarie non è certo tempo di parlare di nomi e tantomeno del mio. A me preme piuttosto sottolineare il valore delle primarie, come occasione di ampio coinvolgimento dei cittadini, e di un doppio turno, che ci consentirebbe di allargare la nostra base e di tornare a parlare con persone e pezzi della società che nel tempo si sono un po’ allontanati dal Pd”, ha precisato l’ex sindaco di Bergamo.

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