ROMA – Continua il confronto tra sindacati e governo per tracciare il futuro dell’ex Ilva di Taranto. Dopo il decreto che dispone la chiusura degli altiforni, oggi a Palazzo Chigi il ventesimo incontro dall’inizio della legislatura. Il segretario generale della Fiom Michele De Palma denuncia: “Corriamo il rischio di fermare la produzione di acciaio del nostro Paese”. Tra i punti principali illustrati dal sottosegretario Alfredo Mantovano ai sindacati a Palazzo Chigi c’è soprattutto la tutela dei lavoratori, con un modello di cassa integrazione che non corrisponda alla Cig per cessazione delle attività. Mantovano ha inoltre annunciato che l’esecutivo intende portare oggi in Cdm un decreto con misure a sostegno di questi ultimi.
Le proposte del governo
Nella giornata di oggi 16 settembre le organizzazioni sindacali Fim, Fiom, Uilm, Usb e Federmanager hanno incontrato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. La proposta del governo si articola in più punti: produzione green dell’acciaio, gara per la vendita degli impianti e progetti di reindustrializzazione per Taranto. “L’intenzione del governo è quella di consentire la prosecuzione della produzione di acciaio a Taranto” ha sottolineato Mantovano.
Sulla tutela dei lavoratori, Mantovano propone la cassa integrazione, sia per le acciaierie che per l’indotto. “In parallelo – afferma il sottosegretario – sarà avviato un processo di reindustrializzazione che coinvolga tutti i progetti nell’area di Taranto, compresa la difesa”. A tal fine si prevede di rafforzare i Contratti istituzionali di sviluppo.
Le richieste dei sindacati
Mentre a Taranto i lavoratori tengono un presidio davanti alla portineria Direzione dell’ex Ilva, i sindacati portano avanti le istanze per la loro tutela. “Noi proponiamo al governo una società pubblica che garantisca la decarbonizzazione, la produzione e l’occupazione” dichiara Michele De Palma (Fiom). In ballo ci sarebbe anche il rischio di fermare la produzione di acciaio in Italia. La Uilm ribadisce la necessità di parlare del blocco dei licenziamenti ai lavoratori degli appalti. “Vogliamo trovare risposte – sottolinea il segretario generale Davide Sperti – sulle soluzioni straordinarie di carattere salariale ma anche sociale e occupazionale”. Secondo Ferdinando Uliano (Fim Cisl) il governo deve anche pensare a investimenti futuri, che rimane “una questione centrale”.
Il presidente della Regione Puglia: “Lo Stato sia presente nella ex Ilva”
Da Bari, a margine dell’89/ma edizione della Fiera del Levante di Bari, il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro interviene sull’incontro. “Ho chiesto una legge speciale che tuteli i posti di lavoro e possa rendere più attrattivo il territorio per gli investimenti, con strumenti nazionali e incentivi maggiori”. Secondo Decaro la presenza dello Stato è fondamentale: “Parliamo di un settore strategico per Italia e Europa. Abbiamo necessità una fabbrica che non inquini e non metta a rischio la salute delle persone”.
Passa alla Camera il decreto accise-Ilva
Con 162 sì, la Camera dei deputati approva il decreto accise-Ilva. Le aliquote di gasolio e biodiesel impiegati come carburanti saranno ridotte dal 30 luglio fino al 6 agosto 2026. Previsto un ulteriore finanziamento del Ministero delle imprese e del made in Italy fino a 100,5 milioni di euro per Acciaierie d’Italia. Ora il provvedimento passa al Senato.


