ROMA – Da troppo a troppo poco. Il Var sembra scomparso dalle partite, soprattutto da quando Daniele Orsato è il nuovo designatore degli arbitri. Nelle prime cinque giornate di campionato non è stato praticamente utilizzato e c’è chi si chiede se non sia il caso di eliminarlo definitivamente. A scatenare le polemiche, numerose scelte controverse nelle ultime partite e il mancato intervento del Var: dal rigore non assegnato per il contatto Heggem-Oristanio di Bologna-Torino di sabato 19 settembre, alla spinta di De Bruyne a Vasquez alla prima giornata (Genoa-Napoli), o ancora il braccio di Vlasic in Torino-Milan considerato non-rigore. In nessuno di questi casi è intervenuto il Var. La trattenuta in area di rigore di Kalulu su Rowe, non sanzionata dall’arbitro ieri, 20 settembre, in Atalanta-Juventus, ha suscitato le proteste dell’allenatore della squadra bergamasca: “Se il Var non chiama l’arbitro su un episodio così possiamo toglierlo”, ha sottolineato Maurizio Sarri al termine della partita.
A Lissone l’incontro con le squadre di serie a A
La tendenza, ormai, è a non intervenire, o a farlo il meno possibile. Lo dimostrano anche i numeri: quest’anno, sono stati concessi solo cinque rigori nelle prime cinque partite. Anche per questo motivo oggi, a Lissone, gli arbitri si confronteranno con le squadre di serie A. All’incontro parteciperanno allenatori e dirigenti per fare il punto sulla gestione delle prime giornate di campionato e sarà l’occasione per analizzare le ultime scelte arbitrali più discusse.
Orsato non è mai stato un amante del Var e c’è il sospetto che abbia chiesto ai direttori di gara di limitare al minimo fischi e intromissioni per far scorrere naturalmente le partite e ridurre i tempi di gioco. Alcuni allenatori sono contenti, ma per altri, il Var è uno strumento fondamentale per bilanciare gli errori degli arbitri e ridurre le ingiustizie sul campo e per questo andrebbe utilizzato.


