Un'insegna con le foto degli ostaggi israeliani in mano ad Hamas | Foto Ansa

Accordo Israele-HamasSlitta a venerdì l'intesasu tregua e rilascio ostaggi

Sei attacchi di Hezbollah contro Israele Tajani: "La tregua è un buon segnale"

GERUSALEMME – Slitta l’accordo sulla tregua tra Hamas e Israele, previsto per il 23 novembre. Lo scopo principale dell’intesa, mediata con il Qatar, è la restituzione di cinquanta dei 236 ostaggi rapiti nell’attacco del 7 ottobre da parte di Hamas e una tregua militare di quattro giorni, che potrebbero diventare cinque se sarà possibile scambiarne ulteriori cinquanta.

La liberazione degli ostaggi sarà avviata − secondo l’ufficio del presidente israeliano Netanyahu − nella giornata di venerdì 24 novembre. La mancata attualizzazione dell’accordo, come chiariscono fonti israeliane, non è dovuta dalla rottura dei colloqui tra le parti, ma a due motivi. In primis la mancata diffusione, da parte di Hamas a Israele, di una lista contenente i nomi degli ostaggi che saranno liberati. La seconda motivazione è la mancanza di un accordo tra le parti su cosa può (e non può) essere fatto durante il cessate il fuoco. Lo scambio, secondo fonti di sicurezza egiziane, dovrebbe avvenire al valico di Rafah, dove ci sarà il rilascio degli ostaggi israeliani (donne e bambini) in cambio dei detenuti palestinesi.

Intanto, proseguono gli attacchi fra le varie fazioni. Hezbollah ha rivendicato sei attacchi contro le postazioni dell’esercito israeliano, lungo la linea di demarcazione tra Libano e Israele. In particolare, uno degli attacchi del movimento sciita libanese è stato diretto contro una caserma dell’esercito di Israele nei pressi della città di Safad. Nella giornata di ieri Hezbollah aveva annunciato la morte – in un raid di Israele parlamento di Beirut – di uno dei figli di Muhammad Raad, deputato del movimento libanese.

“La tregua è un buon segnale e procediamo nella direzione della pace”, ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine del Forum di Coldiretti a Roma. “L’Italia ha sempre mantenuto relazioni costanti”- ha aggiunto Tajani – “e voglio ringraziare il Qatar e l’Egitto per il lavoro che hanno svolto”.

Alessandro Raeli

Nato nel '98 nella terra del sole, del mare e del vento. Mi sono laureato in Interpretariato e Comunicazione all'Università Iulm di Milano, dove ho successivamente conseguito la laurea magistrale in Traduzione Specialistica. Appassionato di Formula 1 e dello sport in generale, sogno di diventare giornalista sportivo.