Una vista dall'alto di Derna, la città libica devastata dall'alluvione | Foto Ansa

Alluvione in LibiaOltre 5mila mortisoltanto a Derna

L'Onu lancia l'allarme acqua contaminata Mobilitati gli aiuti internazionali

DERNA – Sale a 5.500 il bilancio ufficiale dei morti dell’inondazione che lo scorso 9 settembre ha colpito Derna, città portuale nel nord-est della Libia. L’emergenza umanitaria causata dall’uragano Daniel ha provocato, secondo le stime attuali, oltre 7mila feriti, 30mila sfollati e danni ancora incalcolabili alle infrastrutture. Le cifre riportate sono quelle del servizio di emergenza libico, discordanti da quelle diffuse dalla Mezzaluna Rossa, attestate sui 10mila. Cifre che testimoniano le difficoltà dei soccorsi, ostacolati dal capillare allagamento delle strade oltre che dalla divisione politica del paese.

L’Onu ha lanciato nelle ultime ore un ulteriore allarme sanitario dettato dal “rischio di malattie derivanti dall’acqua contaminata”, che avrebbe raggiunto anche i pozzi d’acqua potabile di Derna e del territorio circostante. In un’intervista alla BBC, il portavoce dell’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari, Jens Laerke, ha dichiarato che “se le persone iniziano a bere acqua contaminata, potremmo assistere a un’ondata secondaria di malattie e persino alla morte”. 

Intanto i soccorsi continuano a trarre in salvo i superstiti e i corpi, come ha sottolineato anche il sindaco della città portuale, Abdulmenam al-Ghaithi, preoccupato anche per il rischio epidemia sollevato dall’Onu. E a Tripoli l’amministrazione guidata da Mohammed al-Menfi ha chiesto alla procura della capitale di aprire un fascicolo d’indagine sul crollo delle due dighe, causa ulteriore dell’inondazione che ha sommerso Derna. 

Dirette verso la città anche le unità di soccorso internazionali. L’Italia ha inviato diverse squadre di salvataggio dei Vigili del fuoco specializzate in rischio idrico, a bordo di due C130. Salpate anche le navi San Giorgio e San Marco della Marina Militare, che dovrebbero approdare a Derna entro le prossime 24 ore. È necessario inoltre ricordare che la Libia è attualmente divisa in due aree d’influenza che esercitano il potere amministrativo. Se al momento la situazione appare stabile, non è insensato supporre che la frammentazione politica possa ritardare le procedure di salvataggio e l’ottenimento di visti per l’accesso al Paese. 

Alberto Alessi

Sono nato 2751 anni dopo Roma, appassionato di giornalismo politico ed estero, nonché di giornalismo d'inchiesta investigativo. Aspiro a scrivere ma tenendo un occhio al mondo radiofonico e tele-giornalistico. Sogno vagamente di trovare una nuova dimensione per l'infotainment contemporaneo.