HomeCultura “Arrivano i Paparazzi”, una mostra a Torino sulla fotografia rubata

"Arrivano i Paparazzi"
una mostra a Torino
sulla fotografia rubata

Dalla "Dolce Vita" ai giorni nostri

gli scatti sui personaggi più noti

di Rossella Melchionna11 Settembre 2017
11 Settembre 2017

Centocinquanta immagini per raccontare il mito della fotografia “rubata”. La mostra “Arrivano i Paparazzi! Fotografi e divi dalla Dolce Vita a oggi”, visitabile da mercoledì 13 settembre fino al 7 gennaio 2018, alza il sipario su un fenomeno diffusissimo in Italia e nel mondo, spesso sconfinante nello scandalo e nel gossip.

Allestita a Torino presso il Centro Italiano per la Fotografia “Camera”, l’esposizione, curata da Walter Guadagnini e Francesco Zanot, ripercorre uno dei periodi più vitali della fotografia e del costume, partendo dalle origini che risalgono agli anni Cinquanta a Roma: il periodo d’oro del cinema italiano, raccontato anche ne La dolce vita di Fellini, quando scalpore e mondanità erano al centro dell’attenzione.

«Sono fotografie che hanno segnato per sempre la percezione popolare dei personaggi pubblici, attori, cantanti e politici – hanno sostenuto a riguardo i curatori Guadagnini e Zanot – Scatti “rubati” dei momenti privati, quando, smessa la maschera del ruolo, ridiventano persone (quasi) comuni».

Non sorprende, allora, trovare tra gli scatti stelle come Anita Ekberg, Marilyn Monroe, Jackie Kennedy, Lady Diana, Sofia Loren e Brigitte Bardot immortalate da altrettanti maestri della fotografia – Tazio Secchiaroli, Marcello Geppetti, Ron Galella e Lino Nanni, per citare alcuni nomi. Ma la mostra si spinge fino ai giorni nostri, come testimoniano i progetti fotografici di artisti contemporanei quali Alison Jackson, Ellen von Unwerth e Armin Linke.

Fino a gennaio, mese di chiusura, l’allestimento sarà accompagnato da una serie di incontri di approfondimento, oltre a un ciclo di film sul tema (in collaborazione con il Museo nazionale del cinema di Torino). Momenti di riflessione per comprendere fino in fondo i cambiamenti della società e la relativa evoluzione dei mezzi di comunicazione.

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