MILANO – La guerra tra Iran e Stati Uniti continua a pesare sul portafoglio. Più di cento dollari al barile per la prima volta da luglio 2026: l’oro nero è sempre più costoso. Il Brent segna un aumento del 2,2%, rincaro legato anche alla ripresa degli acquisti da parte della Cina. Anche il gas non arresta la sua corsa. Ad Amsterdam il prezzo registrato è di 78,40 euro al megawattora, importo che tocca i massimi raggiunti nel gennaio del 2023.
L’aumento dei prezzi si fa sentire sulle borse europee – avvio negativo per Parigi (-0,72%), Francoforte (-0,53%) e Londra (-0,38%) –, in allerta per il rischio di una nuova fiammata dell’inflazione.
In Italia, la scadenza del taglio alle accise – previsto per il 10 settembre – fa accelerare il governo. Alcune fonti dell’esecutivo dichiarano che lo stesso giorno potrebbe riunirsi un Consiglio dei Ministri. Sul tavolo sostegni più mirati contro il caro carburante, con una nuova modalità selettiva basata sul reddito.


