MILANO – La guerra in Iran fa sprofondare nel rosso le borse europee, ma Milano si rialza. L’ultimatum del presidente Usa Donald Trump alla Repubblica islamica ha infatti attizzato il fuoco per una nuova escalation nel conflitto che vede contrapporsi Washington e Tel Aviv a Teheran. Tuttavia, con il dietrofront di Trump — che ha deciso di rinviare nuovi attacchi dopo “colloqui molto buoni” — Milano è risalita del 2,45%, a fronte di una perdita questa mattina del 2,13% da Francoforte. Una risposta positiva attesa anche Parigi e Londra, che questa mattina hanno lasciato rispettivamente sul terreno l’1,49% e l’1,55%. In discesa il prezzo del petrolio, con il Wti che scivola a 90 dollari al barile dopo che in mattinata aveva toccato un massimo di 100,68 dollari. Stesso trend per il Brent, che scende a 104,5 dollari, rispetto agli iniziali 113,7.
I timori delle borse asiatiche
Il costante aumento dei prezzi del greggio preoccupa, perché potrebbe alimentare un’inflazione globale persistente, accompagnata da una politica più restrittiva delle banche centrali. Un’ombra che incombe anche sulle borse asiatiche, protagoniste di una fuga generalizzata dagli asset rischiosi. Tokyo ha perso il 3,48%, ma a fare peggio è stata Seul con il 6,5%. Non un caso, visto che Giappone e Corea sono considerati, insieme all’India, i paesi più vulnerabili alle interruzioni delle forniture energetiche globali.


